The Sound of Silence

di Antonio La Monica

Lavori in corso, esterno giorno. Un cantiere che lavora a pieno regime proprio sotto la finestra di casa tua. Un coro di voci che si sovrappongono a un martello pneumatico che detta il tempo di una comune giornata di attività. Qualche volta un picco di frastuoni, altre volte un continuo schiamazzo ritmico che perfora la strada, il marciapiede e chissà cos’altro. Per oltre un’ora il fastidio è insormontabile. Impossibile concentrarsi. Improbabile riposare.
Il lavoro, quello stradale, prosegue. Ma da casa la sensazione è che quel insopportabile fragore si sia quasi dimezzato. Una sensazione, una abitudine. Passano le ore e il cantiere non ha ancora ultimato il suo impegno. Inarrestabile nella sua saturazione acustica. Ma dall'appartamento non si avverte che un fruscio al limite dell’udibile.
È ormai buio e, d’un tratto, il martello pneumatico arresta il suo trapanare. Le voci degli operai si spengono con esso. Il cantiere sotto casa si svuota ed è silenzio. Finalmente silenzio. Ce ne accorgiamo solo ora, tuttavia. Al rumore impossibile avevamo quasi fatto l’abitudine. Eppure quanto è bello il silenzio. Quanto è sano. [...]

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