L'enfer, c'est les autres

di Carlo Blangiforti

 

Chissà se Dante 700 e passa anni fa, intraprendendo il suo lungo viaggio nei tre regni ultramondani, avesse immaginato quale influenza avrebbe avuto nell’immaginario planetario la sua Commedia. Di dritto o di rovescio non c’è popolo “civilizzato” che non si sia confrontato con la sua opera, con le sue suggestioni, con le sue elucubrazioni. Non ultimi gli studenti medi italiani. I liceali che per decenni si scervellarono tra allegorie e analogie, ne conservavano, mediamente, un ricordo infastidito e funesto. Conservavano, perché poi venne Benigni, ultimo epigono di una Divina Commedia popolare e di popolo, che attraverso il megafono immateriale di onde elettromagnetiche ha volgarizzato magnificamente l’opera del Sommo.
C’è a chi piace l’operazione del Roberto nazionale, c’è chi l’ha detestata vedendoci né più né meno che una magistrale operazione di marketing mediatico. Ma comunque è stata la sola capace di puntare i riflettori su Dante.[...]

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