Il concerto

di Antonio La Monica

Roberto Cacciapaglia a Ragusa

È buio e luce insieme. Silenzio e suono. Suono che sorge dal silenzio. Proprio come un'alba che giunge guidata dalla notte. Le suggestioni si inseguono. Le dita danzano sui tasti bianchi e neri del pianoforte. Poi applausi che diventano un crescendo e si tramutano in un ideale abbraccio per il maestro Roberto Cacciapaglia. Il suo concerto è davvero, come promette il titolo, un “Cammino stellare” che ripercorre varie fasi del percorso artistico di questo compositore dall'ispirazione profonda e dal talento smisurato.
La cattedrale di San Giovanni Battista è il luogo sacro che ha ospitato il primo degli eventi musicali del Festival delle Relazioni. Ed è davvero soprendente, lo confiderà il musicista stesso al termine del concerto, constatare il livello di attenzione che ha coinvolto le mille persone che hanno affollato la navata centrale ed i due transetti del tempio cristiano. Le note non hanno religione, ma sono senza dubbio sacre nel caso di Caccipaglia in quanto specchio di un'anima alla ricerca del senso profondo dell'esistere. Merito, dunque, anche a padre Gino Alessi, parroco della Cattedrale, che ha permesso che il tempio diventasse sede dell'evento.
Il tocco delle dita produce suoni cristallini e, merito anche di un'ottima acustica, provoca emozioni profonde. “La mia musica – aveva spiegato l'artista – viene dal profondo e vuole arrivare nel profondo”. Il concerto si apre con “Antartica”, brano composto per fungere da colonna sonora del racconto di una spedizione scientifica. Si prosegue con “Floating” e “Sarabanda”. Il tema marino, echeggiato nel titolo della manifestazione “Le onde e il mare” appare molto presente. Ma non mancano episodi che sono frutto delle sperimentazioni che hanno reso celebre Cacciapaglia già negli anni Settanta. “Canone degli spazi” è uno dei risultati più avanzati in questa direzione.
Molti dei brani sono estratti dalla trilogia discografica che ha visto il maestro milanese affiancato dalla Royal Filarmonica Orchestra. L'esecuzione per piano solo riesce a rendere il clima più essenziale. Neanche l'infortunio al piede sinistro scoraggia il musicista che, in ogni caso, ha voluto essere presente a Ragusa per rispondere all'invito di Giovanni Caccamo, direttore artistico del Festival delle Relazioni. Dopo avere attraversato “Nuvoel di luce”, avere incontrato l'arcangelo “Michael” e attraversato “l'Atlantico”, il pubblico ragusano appare sospeso e colmo di stupore per quanto possa aver detto e raccontato un musicista che, in questa fase della carriera, ha scelto di far parlare il silenzio. Spazio perduto, significativo ed essenziale nel percorso di ogni essere umano. “Un mio maestro – racconta Cacciapaglia – dopo essere stato ringraziato per quello che non aveva detto, ha aggiunto che ancora molto gli restava di non dire”. Inutile aggiungere altro.

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