Il dialogo

di Antonio La Monica

Dove finisce il dialogo hanno inizio pagine che si scrivono con il dolore, con il sangue, con i tratti dell'odio e dell'indifferenza. Nella migliore delle ipotesi, dove termina il dialogo, termina la possibilità di crescere.
Il dialogo è un dovere morale per ognuno di noi, oggi in special modo dal momento che siamo immersi in una società che ha fatto della comunicazione il proprio totem.
Una comunicazione che rischia, in ogni momento, di precipitare nella mancanza di ascolto e, in fin dei conti, nell'assoluta incomprensione.
Non perdere mai di vista l'obiettivo di incontrare l'altro è un imperativo assoluto se non si vuol cadere nella trappola del parlare sempre ma sempre da soli. Un lusso che la civiltà odierna, così mescolata di culture, razze, valori, non può certo permettersi.  
La parola in questione, come molte di quelle importanti che compongono il nostro vocabolario, viene dall'Antica Grecia (anche le parole migrano) e si compone di due parti. Il prefisso "dià" e la parola "logos" [...]

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