Canta Lighea...

di Antonio La Monica

Un tempo il canto delle sirene tentava Odisseo e quanti, come lui, desiderosi di nuove conoscenze si avventuravano per terre e, soprattutto, per mari. Creature fantastiche, metà pesce e metà donne, dalla voce splendente, dal richiamo irresistibile. Inquietudine e fascino. E l'eroe, consapevole della propria debolezza ma ansioso di crescere nell'esperienza, non può che farsi legare all'albero della nave. Libere le orecchie, bloccate le braccia e le gambe. Agli altri il compito di restare ignari, con le orecchie ben tappate, lontani dalle lusinghe e dal sapere, ma pur sempre intenti in un compito necessario per condurre la nave verso l'oltre. A chi fra tutti sia toccata la sorte peggiore non è dato sapere. Altri tempi, altri poemi, altre fiabe.
Forse meriterebbe di essere riscoperta quella dolcissima e profonda di Tomasi di Lampedusa, quella Lighea che conquista cuore, intelletto ed immaginazione del giovane professore di greco. Sublime nuova e rinnovata ipotesi di come la letteratura e lo studio possano essere affascinanti per chi li vive e vi si immerge  [...]

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