Il mare dei Tartari

di Carlo Blangiforti

È cronaca di questi mesi, una cronaca che piano piano, senza che nessuno se ne accorga, scivola leggera diventando storia. Non è più la notizia estemporanea dell’oggi, non è l’emergenza di una stagione, la pressione al confine di questo impero sbrindellato è qualcosa di epocale, di storico.
Li abbiamo attesi per decenni, con il terrore negli occhi, sbarrati in un eterna smorfia di panico. I Mau Mau sono alle porte. Trema Europa... Non basterà il tuo senso di colpa, non basterà allungare una scodella di riso e un modello desueto di smartphone, l’incubo più oscuro dell’arrogante agente coloniale si è materializzato...
Perfino l’eroe di Buzzati si metterebbe a ridere a leggere queste inverosimili oracoli. Ma sarebbe anche sorpreso nel veder arrivare (“finalmente”, verrebbe da dire con un sospiro liberatorio) alle nostre porte questi nuovi barbari. Perché? Perché non di orde si tratta, ma di donne, uomini e bambini, che attraversano deserti e mare per approdare ad un sogno apparentemente minimo: lavoro, salute e pace. Altro che vendetta epocale, altro che nemesi della storia. [...]

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