Fuoco

di Antonio La Monica

Reminiscenze liceali. I primi anni di confronto con una disciplina che richiederebbe forse più attenzione di quanta non gliene dedichino tanti studenti. Ma il nostro, si sa, è il tempo della sintesi. Così il saggio Talete diventava per noi del terzo anno di studi superiori “quello dell’acqua”. Poi c’era Anassimene che era “quello dell’aria”. E tra i frammenti dei filosofi presocratici si trovava quello più misterioso e, magari, affascinante: Eraclito di Efeso. “Quello del fuoco” per intenderci. Era un modo per ridurre in polvere di Bignami un sapere antichissimo, millenario, che per primo come un avamposto del pensiero si era posto una domanda non da poco: quale l’origine dell’Universo? Ognuno, Talete, Anassimene e Eraclito (ma ce ne erano anche degli altri) aveva provato a dare una risposta. Non stupisca che il pensatore efesino avesse individuato il fuoco quale forza primigenia, quale simbolo del Logos. Il fuoco, infatti, è la forza che più di altre “accende” l’interesse. Dal fuoco, dalla sua scoperta, scaturisce un salto evolutivo per la specie umana. [...]

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