Verde Chiaro

di Aldo Adamo

Paper, papier o papiro

Lo sapevate che una volta per fare i libri si usava la carta? Dico “una volta” visto che forse, nel prossimo futuro, avremo solo ebooks: speriamo di no. In effetti si iniziò con tavolette di argilla, anzi, cosa dico, i nostri lontani antenati incominciarono scrivendo direttamente sulla roccia. Ma la pigrizia, grande dote evolutiva dell’uomo, spinse la sua ricerca verso materiali meno duri della pietra e più versatili dell’argilla. Ed ecco che un Egiziano si accorse che sul Delta del Nilo cresceva una pianta molto particolare: il Papiro. Lo raccolse, tagliò la chioma e aprì il fusto ricavandone diverse strisce. Poi le affiancò una accanto all’altra realizzando il primo strato; sopra questo posò un altro velo ad angolo retto e colpendo con un piccolo martello cercò di amalgamarli. Amalgama ben riuscita grazie ai succhi naturali della pianta liberati dalla percussione esercitata nella stesura della seconda patina. Così nacque il primo foglio, il primo foglio di papiro o di carta come si dice oggi in Italia.
Carta che in Francia viene chiamata “papier” e nel mondo anglosassone “paper”, nomi entrambi derivati da PAPIRO, la colta pianta che si coglie in tutta la fascia subtropicale. In questa zona climatica troviamo pure la fonte Aretusa, il fiume Anapo e il Ciane, località siracusane in cui il Cyperus papyrus cresce bene. Se volete coltivarla a chilometro zero potete riuscirci con molta facilità. In vaso o a piena dimora il Papiro si sviluppa tranquillamente: l’importante è mantenergli sempre un alto livello di umidità con frequenti innaffiature e acqua stagnante nel sottovaso - se stiamo lavorando in vaso – o nei pressi di un laghetto – se invece ci troviamo all’aperto. Quando arriva l’ inverno potremmo vederlo scomparire. Non tollera il freddo. Ma all’arrivo della primavera risorgerà. Abbiate fede. Se vogliamo poi rivivere la sensazione che provò il nostro amico egiziano, l’inventore del primo foglio, possiamo provarci. A fine autunno, prima che arrivi il grande freddo, gelido magazziniere stagionale del Papiro, ne taglieremo un tronchetto, lo apriremo e seguiremo la stessa procedura. Lasceremo asciugare il tutto e quando il nostro foglio sarà pronto lo utilizzeremo scrivendoci o disegnandoci qualcosa di particolarmente caro. Da non sottovalutare, infine, il valore ornamentale della pianta usata negli addobbi floreali e nell’arredo degli interni e dei giardini.

Consigli del mese

Nel prato: si iniziano le semine nelle zone costiere; concimazione con prodotti a lenta cessione per i prati situati nelle zone calde e per quelli destinati a forte utilizzo; rullatura; verifica impianto d'irrigazione; prenotateVi in tempo per l’aerazione meccanica;
Nel giardino: inizia la messa a dimora dei bulbi a fioritura estiva (agapanthus, amaryllis, begonie, dalie, lilium, gladioli, mughetto, tuberose, calle colorate, peonia, selaginella, etc., etc..); seminare la Celosia, il Coleus, l'Impatiens, la Portulaca, la Salvia Splendens. Potatura degli arbusti che hanno terminato la fioritura invernale; sulle rose asportare i rami secchi e accorciare gli altri con taglio obliquo sopra una gemma rivolta verso l’esterno.
Le Piante da Interno: a fine mese, con l’inizio della ripresa vegetativa, possiamo dare il via ai rinvasi; Vi raccomandiamo di utilizzare vasi adeguati con terriccio selezionato senza dimenticare il giusto drenaggio; le piante iniziano ad avere fame, concimiamole…
Il Bonsai: a fine mese si può dare il via ai rinvasi.
Nell’orto: seminare il Cipollotto, Lattuga 4 stagioni, Peperone, Prezzemolo, Ravanello, Erba Cipollina, Salvia. Vi ricordiamo che sono disponibili anche le piantine ortive da trapiantare.
Nel frutteto: trattamento anticrittogamico e successivamente (se serve) olio bianco anticoccidico.
. . . e se volete saperne di più telefonatemi al 348018041 o scrivetemi su aldo58.adamo@gmail.com