E-visioni

di Francesca Romana Longo

I migliori compagni di viaggio

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.
Paul Sweeney.

Corridoi lunghissimi delimitati da immense pareti piene di libri a perdita d’ occhio… perdersi in quel labirinto variopinto di pagine rilegate, immaginare, viaggiare, liberare la fantasia fino a perdersi completamente, ritrovandosi in seguito nella stesso luogo fisico dal quale si era partiti ma più ricchi, più consapevoli e soprattutto meno spaventati. Questi i ricordi di un viaggio meraviglioso, quello compiuto dal giovanissimo, quasi adolescente Richard Tyler in “The Pagemaster”, film d’animazione del 1994 firmato da Pixote Hunt, Maurice Hunt e Joe Johnston.
Richard è figlio unico, pieno di paure ma intelligentissimo e soprattutto molto curioso. Curiosità e paura coesistono dentro il suo giovane animo ma è sempre la paura ad avere la meglio fino a quando, in una buia sera d’ inverno, costretto ad entrare in biblioteca per ripararsi dalla pioggia, incontra qualcosa che gli cambierà la vita. L’ incontro di Richard con i libri sarà determinante per la sua crescita, permettendogli di affrontare non senza qualche reticenza, le sue paure più profonde.
Accompagnato proprio da tre libri “in carta e ossa”-Avventura, Fantasy e Horror- imparerà a riconoscere il pericolo e ad affrontarlo con coraggio, a evadere dalle preoccupazioni quotidiane per mezzo dell’immaginazione e a distinguere ciò che è apparentemente brutto da ciò che è realmente cattivo; capirà che le cose che ci fanno orrore sono spesso loro stesse le prime ad aver paura di noi.
Sembra pleonastico affermare che questa favola per ragazzi è in realtà una metafora della transizione dall’adolescenza alla vita adulta. Pensiamo a quali e quanti libri hanno influenzato la nostra crescita, soprattutto durante la fanciullezza e poi durante l’ adolescenza, periodi in cui la recettività dell’animo è grande e qualsiasi emozione può essere vissuta in maniera esponenziale.
Pensate invece ai libri che leggete ora che siete adulti, a quanti ne leggete, a quale tipologia di libri leggete; non sono certamente molti i romanzi d’ avventura, fantasy o orrore. Da adulti leggete la saggistica, la filosofia, le biografie storiche, la poesia o forse non leggete affatto, non siete più capaci di sognare, di immaginare. Siete diventati adulti e anche un po’ noiosi. Provate a ripensare a quali sono stati i libri che hanno segnato la vostra vita e più che mai sarà vero che “siamo anche i libri che leggiamo […]”.
Vorrei avere oggi il tempo e la predisposizione d’ animo per divorare libri così come ho fatto da adolescente: interi giorni e intere notti legata ad un filo d’ inchiostro che sembrava non dover finire mai per scoprire poi, nell’età adulta, che quel filo, quando è davvero quello giusto, ti ancora alle pagine, così da aver voglia di rallentare anzi che divorare, sperando che non finisca subito, sperando che duri ancora un pochino.
Per la me stessa adulta un buon libro è innanzitutto un compagno di viaggio: lo scegliamo, talvolta è lui a scegliere noi, per accompagnarci lungo un tratto più o meno lungo poi, con naturalezza egli ci saluta per andare a far compagnia a qualcun altro e noi, un po’ più tristi e un po’ più ricchi, riprendiamo il cammino sperando che un altro compagno di viaggio, magari incontrato per caso, ce lo renda ancora e di nuovo interessante.


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Fig.1 Pagemaster - L'avventura meravigliosa (The Pagemaster)- USA 1994- soggetto e scenegiatura di David Casci e David Kirschner.