Editoriale

di Antonio La Monica

I libri

Chi ama davvero i libri potrà capire: estate 1994, un’era che ancora non conosceva internet ma che provava comunque a raccontare le gesta di una nazionale di calcio impegnata negli Stati Uniti. Partite del primo girone. Amo il calcio e amo guardare la partite in televisione. Ma non quella nazionale, non quella stagione in cui i fuoriclasse stavano in panchina o dovevano obbedire a schemi assurdi per ogni talento. Insomma, la partita scorreva indomita dallo schermo di un amico carissimo, ottimo studente in quegli anni, ma alieno al fascino della lettura. Eppure dei volumi in una bella libreria c’erano. Edizioni di quelle che si comprano per arredare a poco prezzo. Copertine tutte uguali, ma titoli diversi. Tra questi uno che cercavo ossessivamente da anni. Oggi sarebbe tutto più facile: un click qua e là ed ecco che quasi tutto il pubblicato è a portata di paypal. Allora non era così. Specie per chi viveva in una piccolissima provincia del sud Italia e che aveva avuto a quel tempo la sola recente occasione di uscita per i tre giorni della visita militare. Insomma, dopo una caccia al libro lunga anni, non esagero, ecco il volume in edizione patinata. Era lì, tra le mia dita per il solo merito di avere vinto non so quale premio ed essere finito così nelle collane dei libri “d’arredamento”.
Fu una notte indimenticabile. Trascorsa a viaggiare tra le pagine. Stupore, fascinazione, commozione, senso della scoperta. Un libro è davvero un buon amico, a patto che lo si tratti con riguardo, che si sia capaci di lasciarlo anche da parte qualora non volesse saperne di dialogare con noi. Il libro è il modo che i grandi autori (e talvolta anche i piccoli) hanno per parlare con gente mai vista e conosciuta, popoli lontani anni e chilometri. Sensibilità diverse che si incontrano. Non è un caso se le tre grandi religioni monoteiste abbiano fondato sul Libro il senso primo del loro esistere. Ed anche la parola “religione”, in fondo trae origine dal termine “rilegare”, ovvero mettere insieme pagine che, solo una volta riunite in un insieme, riescono ad avere un senso pieno e compiuto.
Ma è solo la prima parte della storia. Perché se c’è chi legge, c’è anche chi scrive. Chi si avventura tra le pagine bianche fissandovi riflessioni, storie, teorie e fantasie. Per tutti i gusti.  Un mondo, quello degli scrittori, sempre più in crescita numerica, come testimoniano le tante iniziative atte a promuovere la nuova editoria. Come non è un caso, o comunque non intendiamo certo che lo sia, il fatto che Operaincerta abbia deciso di affiancare alla pubblicazione del mensile anche una collana di libri che intende valorizzare i nostri autori e le loro passioni  letterarie e culturali. Si dice che molti hanno un romanzo nel cassetto. Sarà vero come è vero che cassetti altrimenti ignoti hanno conservato opere di scrittori poi divenuti illustri e illustrissimi. I libri non sono solo le antologie scolastiche, non i luoghi in cui gli assiomi accompagnano teoremi. I libri non sono, come detto, soltanto dei compagni di viaggio, il più delle volte, nel magico incontro tra autore e lettore, sono il viaggio stesso. Dunque, buon viaggio.