Plage du Layet

di Francesca Romana Longo

il superamento dell’ istinto animale

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite”.
Mark Twain

L’essere umano conserva alcuni istinti che derivano dal “regno animale” e convive, inevitabilmente, con alcune pulsioni che sono necessarie alla prosecuzione della specie; tuttavia egli dovrebbe aver imparato a gestire tali istinti nell’ ambito del “regno umano” .
Un animale non controlla gli istinti: quando ha fame mangia, quando ha sete beve e quando deve riprodursi cerca un partner che gli permetta di riprodursi. La necessità di controllare l’ istinto animale comporta certamente non poche difficoltà nonché, numerose frustrazioni. Immaginate che caos se ciascuno di noi esprimesse concretamente ciascuna delle sue pulsioni. Ciò che differenzia l’ essere umano dall’ animale è la capacità di decidere se, come e quando dare sfogo ai propri istinti.
Ci sono luoghi nel mondo dove la capacità di mettersi concretamente a nudo nella natura, diventa un modo per esorcizzare l’ istinto sessuale trasformandolo in uno strumento di pacificazione con sé stessi e con il regno naturale circostante. È ciò che può capitare in un luogo della Costa Azzurra: una piccola spiaggia immersa in un palcoscenico naturale fatto di pini marittimi, rocce dai riflessi dorati e acque cristalline.
In questo scenario, quasi surreale, di nudità umana che ricapitola le diverse fasi della vita, dall’ infanzia fino alla senescenza, si percepisce una volontà di ricongiungimento con la natura che passa attraverso un contatto diretto del corpo con l’ acqua e con l’ aria circostante. Non c’è timore alcuno in quest’atto, non c’è vergogna, ma soltanto pacificazione dell’ istinto. È rivelatorio ritrovarsi in questo luogo paradisiaco e accorgersi che la maggior parte delle persone presenti hanno superato la soglia dei sessanta e che sanno intrattenersi, gli uni con gli altri, in lunghe conversazioni inframmezzate da sonore e spensierate risate.
Essi appaiono liberi dall’ossessione della perfezione corporea, disinvolti nella loro corporeità imperfetta, ormai al di là della percezione visiva del corpo, hanno imparato a far sconfinare l’ istinto nell’ immaginazione.

“La creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti”.
Sigmund Freud

 

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foto 2: Una veduta panoramica di “Plage du Layet” spiaggia naturista della Costa Azzurra.