Editoriale

di Antonio La Monica

Il regno animale

Un bel giorno di moltissimi anni fa, il pianeta terra si trovava ad ospitare un uomo di enorme levatura. Si chiamava Socrate. Era un filosofo che amava il sapere ed era il più saggio fra tutti perché sapeva di non sapere. Eppure, nella sua dotta ignoranza, o forse in virtù di questa, era tenuto in grande considerazione. Da allievi, discepoli, amici e nemici. Ebbene, quest'uomo ebbe modo di fornire una definizione dell'essere umano davvero decisiva. Cos'è l'uomo? Socrate rispose che l'uomo era un animale razionale. O giù di lì. A questa frase si fa risalire la mania tutta occidentale di valorizzare l'uomo per le sue doti intellettive. L'uomo è tale perché pensa, razionalizza, produce scienza, calcola e sperimenta. Tutto vero. Al punto che anche in anni molto più recenti da quelli del marito di Santippe, in epoca illuminista, si è tornati a ribadire il ruolo della ragione come fulcro per comprendere il mondo. C'è voluto molto tempo, molti serissimi studiosi e scienziati per incrinare questo modello, questa visione dell'essere umano come individuo esclusivamente razionale. Ci hanno provato i poeti, i mistici, persino gli studiosi di psicologia, per finire agli scienziati veri e propri che hanno compreso che la totalità del reale potrebbe non essere intellegibile con i soli mezzi della ragione. Non solo.
L'idea della specie umana come razionale cozza terribilmente con alcune evidenze storiche che affondano le radici nei tempi più remoti per riaffiorare nelle pagine della cronaca più attuale. Brutalità assortite, violenza, assurdità, atti che poco hanno di razionale. Dai campi di concentramento, alle persecuzioni che in varie epoche hanno disonorato il senso di umanità. Per non tacere della violenza atroce dei vari terroristi e di chi, magari in giacca e cravatta, programma bombardamenti e morte chirurgicamente indirizzata verso i più deboli.
Cosa c'è di razionale in tutto questo? Nessuna bestia selvatica sarebbe capace di tanto orrore e inutile crudeltà. Si dice spesso che il leone uccide la gazzella per nutrirsi e non per implementare il conto in banca. Ed è vero.
Immaginiamo, dunque, di incontrare Socrate, il nostro caro filosofo. Dobbiamo chiedergli delle spiegazioni. Vogliamo sapere se, magari, abbiamo capito male. Abbiamo interpretato la sua definizione in modo inesatto. E forse il filosofo non farebbe che ripeterci che “l'uomo è un animale razionale”. L'unico problema è che gli ermeneuti dell'affermazione si sono concentrati solo sulla seconda parte di questa. Sulla razionalità. Ma Socrate, ammesso che in verità abbia detto quello che noi prendiamo come spunto per questo scritto, ci aveva avvertito. L'uomo è razionale, senza dubbio, ma è anche un animale. E della bestia conserva molte delle caratteristiche: istinto, appetiti, paure. Caratteristiche che toccherebbe alla ragione ricondurre all'ordine.
Capire che l'uomo è anche un animale spiega molte cose. Cose bellissime e cose bruttissime. L'augurio è che il tempo ci aiuti a fare assottigliare le seconde per fare sviluppare le prime.