Mondo cane

di Amalia Cornale

Riflessioni politically incorrect sul miglior amico dell'uomo

Ebbene sì lo confesso, non mi piacciono i cani, i gatti, e in genere ogni animale domestico che riesca ad incenerire la mente del suo possessore, fino a ridurlo ad un cumuletto fumante di regressione e inciviltà. Ma oggi non puoi dire che non ti piacciono i cani senza essere guardato come se avessi detto di far parte delle SS. Puoi dire che non ti piace la Costituzione senza suscitare sconcerto, ma dire che cani ti danno noia, ti disturbano, fa drizzare le orecchie, strabuzzare gli occhi, fa scattare una reazione spropositata che può aprire un solco irreparabile fra te e il tuo interlocutore.
A volte mi capita di dover interagire col mondo animale, e, pur di incontrare un amico posso chiudere un occhio sull’essere slinguazzata sui palmi delle mani, sui piedi e sui polpacci, annusata prepotentemente nelle parti intime o ricevere affettuose zampate sui pantaloni bianchi, in fondo sono io che mi reco a casa di chi possiede un simpatico cane. Solo chiudendo l’altro occhio siederò poi su un angolino di divano pieno di peli. Sempre al buio non potrò notare che chiunque metta in bocca del cane i vari biscottini premio, non si lava mai le mani e con quelle stesse mani affetterà il pane e finirà di porre le stoviglie sul desco. Converrete con me, però, che sia legittimo che mi risulti difficilissimo sopportare di non poter chiudere nessuno dei due occhi, a casa mia, di notte, per via dei continui latrati dei cani del vicinato, che io non ho scelto di frequentare. Ma a questo arriveremo dopo.
Ho avuto modo di notare, e a volte fotografare, diversi avvisi (spesso semplici fogli A4 scritti a pennarello) posti su alcuni cancelli o portoni, sia in città che a Marina di Ragusa. Il succo del messaggio è più o meno questo: “raccogliete la cacca che i vostri stramaledetti cani fanno qui davanti , abbiamo le telecamere”. Alla frase di avvertimento seguono vari epiteti, il più carino dei quali è: “bastardi!” qualche volta riferito al cane, ma il più delle volte attribuito al padrone. E mi pare il minimo, o, come direbbe Iacopo Ortis-Raul Cremona, ne han ben donde di siffatte ciufole! Chissà quante volte hanno dovuto pulire. E’evidente che tale tipologia di padrone di cane considera la cacca del proprio cane come qualcosa di santo; essa non sporca, anzi, è qualcosa di cui il mondo dovrebbe gioire e non lamentarsi continuamente, imponendo assurde leggi fatte di palette e sacchettini. In più la sacra deiezione è un simbolo di potere, qualcosa con cui egli, più dell’amico a quattro zampe, può marchiare l’altrui territorio impunemente. Può andare ovunque. Non ha più confini. Come Di Caprio sulla prua del Titanic può gridare: “Sono il re del mondo Yuuuuuuu, e nessuno mi farà mai una multaaaaa“.
Ebbene cari signori, nell’eventualità che stiate leggendo, sappiate che i vostri cani non sono speciali per il resto del mondo, sono speciali solo per voi. La cacca del vostro splendido cane è un semplice e rivoltante escremento e sporca, imbratta, degrada, abbrutisce e lasciarla per terra è un atto di arroganza e inciviltà, nonchè un reato. Sappiate, inoltre, che non siete affatto invisibili, vi vediamo dalle finestre e dai balconi, vi immortalano le telecamere! Svegliatevi da questo incantesimo! Sim sala bim!
Sui miei documenti c’è scritto che sono residente in una piazza, ma mi sa che devo proprio fare il cambio di residenza, perché a me sembra di stare presso la Cloaca Maxima del regno canino. Le due aiuole sono in realtà due enormi cacatoi per cani, è l’Eden del guinzaglio lungo e del chi si è visto, si è visto! (salvo telecamere). Nel palazzo di fronte sta una deliziosa vecchietta con un adorabile volpino. Questa gentile signora la domenica va a Messa e lascia la serranda sufficientemente alzata per far uscire sul balcone l’animale. Ovviamente la signora agisce per il bene della bestiola, ma non sa che questo rompic-scatole (!), appena lei gira l’angolo, abbaia rabbiosamente e incessantemente a qualsiasi cosa, o persona, o insetto, o foglia, o polvere, o forma di energia si manifesti davanti alla sua visuale, sensibilissima e raffinata come quella di un vulcaniano. Se passa un altro cane poi! Apriti cielo, i decibel raggiungono livelli da discoteca. E considerato che tutti i cani del quartiere vengono portati a visitare la Cloaca Maxima, il conto è presto fatto.
Altra scena. Sono al bar, prendo un caffè con un’amica. C’è caldo per cui scegliamo di sederci dentro anziché nei tavolini fuori. Di fronte al nostro tavolo, al di la del vetro, fuori, ci sono due ragazze con un bassotto. Passano neanche dieci secondi e il cane, con le sue sacre e intonse zampette, passeggia sul tavolo, dove viene lasciato tranquillamente stare. Lecca il caffè residuo dalle tazze. Apro le braccia e le guardo con un’espressione di fastidio misto a disgusto, che vuole significare: “ E allora!!! Non starete mica esagerando?“ Il loro sguardo di ritorno mi comunica un inequivocabile “che BEEP vuole ‘sta BEEP?“. Sarcasticamente faccio notare al gestore l’accaduto. Dal suo sguardo capisco che non è la prima volta, e infatti mi risponde con un laconico: “Pi faùri! nun ci putiemu riri nenti!” Che tradotto dal siciliano significa più o meno : per favore, non osiamo sollevare nuovamente l’annosa questione poiché apriremmo un estenuante conflitto di natura talebana, che condurrebbe all’ennesimo cul de sac che ci lascerebbe inutilmente esanimi , sconfitti e avviliti. E ammuccamu ! Subiamo pure questa.
Accanto a me -al mare- abita una famiglia con due meravigliosi cuccioli di cocker, che da cinque anni sono tenuti quasi tutto il giorno in un recinto. Potete immaginare quanto abbaiano questi cani? Senza entrare in inutili dettagli ve lo dico subito: gran parte del giorno e della notte. A prescindere dal disturbo arrecato ad altri , è amore questo? Io non compro cani perché riconosco di non amarli, ma quando vedo queste cose sono certa che, nel mio non amore, li amo più di tanti che dicono di amarli ma non guardano mai la realtà dal punto di vista del cane. Si saranno mai posti qualche semplice domanda tipo: perché i miei cani guaiscono e abbaiano sempre? Soffrono? E’ questa una sistemazione adeguata alle loro esigenze? Decisamente infastidita dai guaiti e sinceramente affranta per le condizioni dei cuccioli, mi sono più volte informata con amici veterinari e avvocati. Cosa posso fare? Niente. Nada. Zero. A parte l’estrema variabilità delle diverse sentenze in merito, dovrei dimostrare che i latrati disturbano, oltre la normale tollerabilità, un numero considerevole di vicini, nel mio caso tutti possessori di cani. Figurarsi !

Altro giro, ultima chicca: stanchi di dover sempre ritoppare il prato inglese scavato dai pastori tedeschi, optarono per più comodi collari elettrificati (stranamente senza svastica).

Ma di che amore stiamo blaterando? Non c’è rispetto per il prossimo, l’ambiente, la legge e gli animali stessi. Però il mostro sono io!

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Nel link vi propongo un esempio di amore estremo: http://www.24hlive.it/aumentano-dell80-i-lifting-ai-cani-10813