La vendetta

di Antonio La Monica

Potrebbe apparire fuori tema, ma forse non lo è. Il ricordo affonda le proprie radici agli inizi degli anni Novanta, forse fine Ottanta. Il palazzetto dello sport della città è gremito per la partita di basket quindicinale. Un appuntamento che per la piccola provincia dell’estremo sud Italia è anche un momento mondano. Un luogo di sfogo fisico e psichico. La squadra di basket condensa le ambizioni di un piccolo popolo alla ribalta della serie B nazionale. Ognuno sogna come può, insomma. Ogni domenica una emozione diversa. Città e paesi mai altrimenti sentiti o pensati. Contro “Arese”, “Busto Arsizio”, persino con una decaduta “Stefanel Trieste”. Il “continente” che incontrava l’Africa. Ma il ricordo più plastico e vivo riguarda l’arrivo, spesso a partita iniziata, del tifoso più sfegatato che io abbia mai conosciuto. Allora infermiere di professione, dunque se di turno costretto a ritardi estremi rispetto alla “palla a due” di inizio match. Ma senza di lui la partita non era cosa per la quale spendere il biglietto. Un uomo normalissimo, simpatico. [...]

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