In un mondo non solo mio

di Veronica Ferlito

Alicia e la sua danza nella notte [2]

La giovane morte rossa decidendo di restare tra i comuni mortali, non avrebbe mai desiderato arrecare del male ma solo incutere paura, quel senso di incertezza sulla vita  a coloro che avevano conosciuto il suo avverso destino senza far nulla per poterla aiutare.
La sua era una lamentosa danza di ululati e pianti grotteschi quello che lei e le sue compagne emettevano incessantemente soprattutto durante le consuete notti di luna piena: erano delle anime che come lei danzavano in attesa di luce eterna lasciando credere alla gente ciò che meglio desiderava.
Ma giunge il tanto atteso giorno per Alicia della resa dei conti durante il quale Alicia era così che si chiamava, si presentò in sonno al cospetto della sua matrigna che balzando dal capezzale del suo baldacchino, per l’inattesa ed improvvisa apparizione della ragazza, si sciolse in un pallore immenso ed indescrivibile, era divenuta color bianco latte.
Alicia era tornata, era li al suo cospetto ma cosa volesse attraverso la sua presenza, rimaneva fino a quell’istante sconosciuto.
Forse desiderava lasciare un messaggio, facendo comprendere a tutti che non esistono quelle certezze di cui tutti invece si fanno convinzione.
Le  certezze non esistono, nulla può durare in eterno, e la buona sorte non sempre giunge per tutti allo stesso momento.
L’apparizione dello spirito di Alicia fu talmente forte ed irreale che dopo pochi istanti tutta la luce scomparve, il male regnò su tutto e su tutti e non esistette più motivo di sorridere per alcun essere umano sulla terra.
Il pianto disperato calò su ogni volto come un sipario alla fine di ogni spettacolo drammatico.

[continua]