Come quando fuori č sole…

di Veronica Ferlito

Quando cominciai a scrivere per Operaincerta

È questa l’esilarante sensazione che ho provato quando anni fa, mi si è presentata casualmente l’occasione per iniziare a scrivere per Operaincerta, un caso molto piacevole che da sempre l’ho definito come fosse pane per i miei denti.
Il mio modo di comunicare attraverso la scrittura lo considero un dono ereditato da mio nonno che era un poeta di penna dialettale, il regalo più grande che mi ha lasciato è stata la sensibilità di dare attraverso la scrittura, dare emozioni, provocare reazioni, risposte a quanto si legge e come lo si legge.
Io credo molto nell’energia del sole e nella medesima forza che esso ci passa attraverso i suoi raggi, credo che sia vita, credo che sia come sentirsi liberi e carichi di esternare verso coloro che ci ascoltano e ci sanno ascoltare attraverso gli innumerevoli canali di comunicazione; per me scrivere con la consapevolezza che qualcuno possa leggere e comprendere ciò che legge è vita, è una scarica elettrica che ti attraversa tutto il corpo proprio come al danza per Billy Eliot; la scrittura libera, svuota l’anima perché tutto ciò che è dentro passa sul bianco lasciando una scia tra chi scrive e chi legge, segna come uno strascico; non sempre si provano dei sentimenti attraverso un testo, una poesia, una storia reale od una immaginaria ma se ciò accade, è certo che non dimenticherai mai l’immagine che la tua mente ha creato e metabolizzato in sè attraverso la scrittura.
Talvolta ho scritto storie di privato, talvolta rime e versi sparsi, anche esperienze vissute attraverso il confronto con svariate realtà di vita ed in tutto questo, ho provato scariche adrenaliniche, energia allo stato puro; la stessa sensazione presumo di un artista, di un pittore che crea mescolando in armonia ma non sempre, i suoi colori, sulla tela, sulla strada, in ogni luogo, in ogni dove generando musica e magia per chi percepisce con il cuore e con la mente.
La fortuna più grande nel mio caso è l’aver cominciato anni fa ed aver scovato in me, grazie agli anni che hanno visto scorrere le nostre comuni edizioni di Operaincerta, la costanza, la continuità, che fa di me con voi una squadra, un team, un gruppo di lavoro unito e compatto nell’entusiasmo della scrittura, della comunicazione, dell’informazione che ci accomuna.
Mentre il sole splende fuori, io mi rigenero nei miei versi, scrivo mentre guardo il mare, scrivo leggendo nel cuore della mia amica Viola, scrivo pensando alla mia isola felice intorno alla quale sogno l’eterno ritorno, scrivo e scrivo ancora per dare e ricevere attraverso il mio dono; credo di non poterne fare a meno, credo di aver avuto una grande possibilità e posso dire solo grazie Operaincerta per aver tirato fuori  una parte assai importante di me, della mia anima che è tanto desiderosa di urlare al mondo ciò che ne arde dentro.
Con immenso affetto e gratitudine.