Adozioni di villaggi piuttosto che di singole persone è l’obiettivo di Tulime
Un congiuntivo esortativo quello di Tulime, che in lingua swahili vuol dire “Coltiviamo!” e non un semplice “coltiviamo”, una forma verbale che esorta a lavorare e seminare insieme.

Nasce da un progetto di riforestazione in Tanzania ed è per questo che dalla sua nascita l’associazione persegue l’obiettivo di coltivare, di mettere a dimora semi che porteranno in ogni circostanza a dei frutti.
Dalla nascita ad ora sono stati impiantati più di 300 ettari di terreni a scarso rendimento agricolo, così da non sottrarre superficie coltivabile, e messi a dimora oltre 400.000 alberi a rapido accrescimento per la fornitura di legna da ardere e da costruzione, per una zona dove non esiste l'energia elettrica e il legno è l’unico combustibile per la cucina e per il riscaldamento.
Insieme ai campi coltivati sono cresciuti innumerevoli progetti che da Pomerini, villaggio di partenza, si sono diffusi ad otto villaggi dell’altopiano di Iringa. Così a Kitowo, Lukani, Masege, Ukumbi, Mtitu, Mawambala, Kihesa Mgagao e Pomerini appunto, ogni anno vengono fornite borse di studio per accedere alla scuola secondaria, costruite scuole, asili, dormitori e case per gli insegnanti, forniti i vaccini per gli animali negli allevamenti familiari, costruite vasche per la disinfezione dei bovini, supportati orfani, attivate azioni di microcredito, costruite fontane e tanti altri progetti. I villaggi vengono supportati dall’Italia con una formula assolutamente innovativa e che ha dato a Tulime un assetto ed un apporto di risorse umane ed economiche straordinario.

Ogni anno i villaggi africani raccolgono all’interno della comunità le richieste che corrispondono a delle esigenze, spesso primarie, che vengono trasformate dall’associazione gemella di Tulime in Tanzania, ovvero Mawaki, in richieste economiche. Mawaki elabora quindi un vero e proprio pacchetto di richieste per ogni villaggio e lo trasmette in Italia. A quel punto in Italia da quattro anni l’associazione ha attivato un sistema per cui gruppi di amici, gruppi classe, scuole, gruppi di universitari si riuniscono per uno scopo preciso che è quello di soddisfare nell’arco dell’anno le richieste del villaggio africano.
Il gruppo italiano adotta a tutti gli effetti un villaggio, cosa che risulta meno discriminante dell’adozione di una singola persona, e assume il nome del villaggio africano. Per quell’anno il gruppo si attiva con concerti, iniziative, banchetti di vendita di artigianato tanzaniano, mostre fotografiche, presenze a sagre, feste e tutto ciò che può concorrere a promuovere i valori dell'associazione e a raccogliere fondi.
Uno di questi gruppi di supporto, il gruppo di Mtitu, riceve grande apporto da un gruppo nato proprio a Modica tre anni fa.
Ed è proprio a Modica che tra il 20 e il 22 novembre si svolgerà il Meeting nazionale di Tulime, un evento che si ripete annualmente per il suo enorme valore. Un valore che ha sede nella condivisione di un percorso seguito da più di cento persone sparse per l’Italia, unite da un progetto comune e da una carta dei valori che invitiamo a leggere dal sito dell’associazione www.tulime.org.

Da quest’anno Tulime grazie ad un gruppo di colleghi d'ufficio di Palermo ha attivato un progetto pilota in Nepal, per la costruzione di una scuola. Il progetto insieme al resoconto dell’anno quasi concluso e ai progetti per il 2010, sarà presentato durante il meeting.
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