Gli immigrati dal Nordafrica, una storia antica
Ormai molti anni orsono, discutendo con un amico molto più saggio ed esperto, chiesi cosa ne pensasse lui del fenomeno (all’epoca soltanto agli esordi) dell’immigrazione, soprattutto se non esclusivamente di magrebini, dalle nostre parti. La domanda non era oziosa o fatta tanto per fare, ma giustificata dal fatto che in quegli anni ormai lontani si assisteva ad un fenomeno inedito che, soprattutto a Vittoria e a Santa Croce Camerina, vedeva giungere centinaia di tunisini, marocchini, algerini ed egiziani, destinati alle serre e al commercio spicciolo (solo dopo sarebbero arrivati anche gli europei dell’Est ex comunista).

In effetti, mi disse l’esperto amico, il fenomeno non è inedito, per quanto in parte variato. Intendeva, e lo spiegò snocciolando dati e riferimenti colti, che l’arrivo in Sicilia di uomini dalla sponda meridionale del nostro mare era fatto antico. Solo che nell’800 dopo Cristo quelli che chiamavamo “saraceni” tout court (benché si trattasse di popolazioni anche magrebine, ma anche del medio-oriente, della penisola arabica e dell’Asia anatomica) arrivarono in armi (che poi, in verità, usarono molto poco), mentre i loro discendenti erano armati solo e soltanto di tanta fame e di altrettanta voglia di lavorare per mantenere le loro famiglie nel Nord-Africa.
Dovetti convenire al suo discorso che però, per giusto senso di superiorità intellettuale, il mio amico volle concludere con un altro riferimento, quello prettamente storico. Ed iniziò ad elencare imperatori romanissimi ma nati in terra magrebina, grandi condottieri provenienti dalla colonie della terra che nelle antiche tavole geografiche era indicata con la celeberrima formula “hic sunt leones”, e soprattutto quello che il mio amico considerava una delle maggiori menti di tutti i tempi: Sant’Agostino.
Questo padre della chiesa era infatti nato a Tagaste, città che attualmente si chiama Souk-Ahras in Algeria. E morì ad Ippona (sempre nell’attuale Algeria, a circa cento chilometri da Tagaste).
L’esempio, la citazione, l’insegnamento del mio amico mi sono rimasti sempre presenti.
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