QUESTIONE DI DNA
 
 
 
       
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IL Ku Klux Klan, i documentari e la genetica...

Leggevo che il celeberrimo KKK, ovvero il Ku Klux Klan (tra le massime e più consolidate espressioni del pensiero “bianco” degli amici statunitensi) ha iniziato a fare proseliti anche in Italia. Il pensiero comune, e non poteva essere diversamente, è quello legato alla necessità di preservare l’onore, la dignità e non ricordo cos’altro della razza bianca, da salvaguardare davanti alle minacce che provengono da razze diverse, o comunque qualcosa di questo tipo.


Nulla da dire, in democrazia si è, per fortuna, liberi di fare e pensare ciò che si vuole, col solo obbligo di non infastidire gli altri e di essere a posto con la propria coscienza.
Ma sentita la notizia mi è subito venuto in mente un documentario mandato in onda ad ottobre sul National Geographic Channel, ovvero il canale televisivo della National Geographic Society (anch’essa statunitense, a conferma che ovunque convivono persone molto diverse tra di loro) che in Italia è possibile vedere sulla piattaforma di Sky.
Il documentario, eccezionalmente di due ore (lo standard delle trasmissioni di Sky, da Discovery ad Alice, da Leonardo a MarcoPolo è di un’ora, anche se replicate a orari diversi), era prodotto dalla NGS e curato da un genetista. In estrema sintesi, si tratta della storia dell’umanità dal punto di vista della genetica. Il documentario mostra, in parole semplici, il percorso dell’umanità negli ultimi seicentomila anni, dalla comparsa dei primi ominidi che possono essere geneticamente distinguibili dalle scimmie, e fino all’attuale stadio della nostra specie.
Il documentario, com’è nella tradizione delle produzioni della Society, è di eccezionale livello tecnico e didattico (se l’ho capito e compreso io, potrà farlo qualunque altro umano), e inizia con un esperimento singolare: i documentaristi (ovvero la troupe di genetisti, etnoantropologi, biologi e tutti gli altri della produzione televisiva vera e propria) si sono recati in una strada del quartiere Queens di New York City. Quel quartiere è infatti tradizionalmente considerato il maggiore concentrato di razze umane presenti sul pianeta. Ed in quella particolare strada, tutte le domeniche, si svolge un mercatino di quartiere presso il quale i documentaristi hanno invitato all’esperimento oltre cento persone. In effetti, già ad un primo sguardo, si percepiva che si trattasse di un incredibile concentrato di colori, di segni somatici, di culture diverse.
A tutti i volontari partecipanti all’esperimento è stato prelevato un piccolo campione di saliva misto a cellule epidermiche dell’interno della bocca.
Tutti i campioni sono stati trattati in laboratorio e dopo circa un mese i volontari sono stati nuovamente riuniti per distribuire loro l’esito delle analisi, finalizzate, è il caso ricordarlo, a rintracciare il più antico antenato possibile, fino alla seimillesima generazione indietro (significa andare all’origine della specie). Grazie a dei particolare marcatori che nel corso dei millenni sono comprasi tra le eliche del nostro DNA, è stato possibile scoprire che la ragazza dai capelli rossi non veniva, come si era sempre immaginato, dall’Irlanda, e che molti volontari evidentemente negroidi, erano in realtà, dal punto di vista genetico, molto più europei di altri volontari di pelle bianca (emblematico e solo per certi versi molto divertente il caso di quel ragazzo leader della locale comunità islamica che, stando al test genetico, discende direttamente dalla più antica ed autentica tribù ebrea). Quando tutti sono stati edotti sulle loro origini, gli autori del documentario hanno svelato l’unica e in effetti risaputa verità: non esistono diverse razze umane, ma una ed una soltanto, con caratteri somatici diversi e con un patrimonio genetico che oggi, per tutti i sei miliardi di abitanti del pianeta, è simile al 99,999 per cento.
E questa unica razza, questa unica specie, ha un unico luogo di origine: una stretta e tutto sommato piccola valle che si trova in un arido posto oggi inserito, per moderna consuetudine, in un paese chiamato Eritrea, Africa.

 

 

 
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