| BUONO COME IL PANE | |||
Incontro attraverso il tempo e lo spazio con il cibo per eccellenza Cucciddatu
e Vastedda di montagna
[…] Il patrimonio varietale risulta differente da quello presente ai giorni nostri. Il grano duro (robba fuòtti), dal quale si ottiene la semola, adatto più per la pasta, tra il ‘700 e ‘800 era rappresentato dalle varietà Tumminia o Timilia, a semina primaverile, dalla Scavuzza, dalla Napulitana,[1] dalla Giustilisa dalla Castighiuna; ed ancora, dalle Varietà Priziusa,[2] Bivì, Margaritu, Francesa, Tripuluni, Tripolina […] Tra le varietà di grano tenero (robba leggia o janca) di cui si ottiene farina adatta alla panificazione e dolci, si ricordano le varietà Roccella o Majorca […] la Ciciredda o Parmintedda, la Canna Masca [3] o Urlia Vacanti, la Russulona, la Siminzedda, ed ancora le varietà Gentili e Cuccitta o Cuccia. In particolare le cariossidi di quest’ultima varietà venivano consumate anche bollite […]. (Troina, 2001 – N. Schillaci “Molini ad acqua, itinerario lungo i fiumi di Troina e Cerami”. Pag. 56 e 57)
Forme varie siciliane Un
filo conduttore che lega molti pani siciliani è la forma, questa
poteva essere a Pagnotta (vastedda), a ciambella (cucciddatu)
e a filone; le uniche varianti riguardavano il tipo di molitura, i
ceppi dei lieviti, il tempo di lievitazione, la grandezza delle
forme, il tempo di cottura e ovviamente le varietà locali
utilizzate.
[…] Farro di prima qualità onze 5 e 24 grane a salma.
La “Corona” e la “Risa” di Caltanissetta, la “Rametta” di Agrigento e il “Caddiatu” di Palma di Montechiaro prodotti con le varietà locali: Regina, Sammartinara, Biancuccia, Bidì, Chiattulidda, Girgentana, Russello, Giustalisa, Realforte, Gioia, Lina e Pavone.
Pane nero di Timilia Un
altro esempio di pane diffuso in tutta l’isola è quello nero di
“Timilia”. Questa varietà locale di frumento rivestiva
una notevole importanza negli ordinamenti colturali cerealicoli, in
quanto era l’unico frumento la cui semina si poteva spostare fino
alla prima settimana di marzo. Succedeva infatti che nelle annate
molto piovose, in cui non era possibile seminare per tempo, chi aveva
una buona scorta di Timilia poteva aspettare che il terreno si
fosse asciugato quel tanto da permettere le lavorazioni. La Timilia,
infatti, in tre mesi chiudeva il ciclo produttivo. […] Ma fra le pubbliche calamità di allora. Nessuna delle città siciliane ebbe tanto a soffrire quanto Lentini, esposta alle correrie ed a’ replicati assedi di don Artale Alagona. Erasi in quell’epoca e per quella guerra (assedio di Lentini nella guerra dei 90’anni 1282-1372) introdotta la coltivazione del grano marzuolo, che allora diceasi Diminia; perché, venendo in maturità in minor tempo degli altri frumenti, credeano gli agricoltori di correre meno pericolo. Pure ciò nulla giovò a’ Lentinesi nell’aprile del 1359. Venutovi l’Alagona fece mietere tutte le biade, tagliar tutte le vigne e gli alberi di quegli ubertosissimi campi e trovato il grano marzuolo ancora in erba, vi fece pascere il bestiame, finchè ridusse il suolo affatto nudo. […] (Palermo, 1883 - Niccolò Palmeri, Carlo Somma – Opere edite et inedite - Pagina 802, Stabilimento Tipografico P. Pensante). Ancora un documento del 1597 che prova la presenza della Timilia nelle aree intorno a Grammichele: […]
Diego Angelica rivela haver raccolto diverse genere et quantità suo
proprio fondo […] salme venticinque fromenti forti […] et ancora rivela havere raccolto in detto anno […] salme
diciassette […] Diminia […] In altre opere più famose Goethe, nel suo viaggio in Sicilia nell'anno 1787, descrive alcuni campi di Timilia, e ne rimane sorpreso per la bellezza.
Il
pane che veniva prodotto aveva un sapore più dolce e una colorazione
bruna (da qui pane nero) simile al pane di segale che in alcune aree
siciliane era classificato come pane d’eccellenza, perché ritenuto
più nutritivo, questo pane, infatti, veniva dato agli ammalati in
fase di convalescenza e agli animali malati o debilitati, in altre
aree era considerato un pane da ripiego a causa della colorazione
bruna poco accattivante. Altrettanto pregiata è la pasta fresca
fatta con questa varietà locale; anche se l’aspetto, al solito
l’impasto tende al bruno, non è attraente di contro il sapore è
particolarmente dolce. Una pasta così deve essere per forza
assaggiata. _________________ Note [1]Timilia a reste nere [Fine: 3/3] |
|||