UN MONDO ALIENO

di Enzo Vizzini

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Racconto

Talvolta mi sveglio la mattina con la sensazione di avere vissuto in un’altra realtà, come in un’altra vita, nella quale si realizzano cose a dir poco improbabili.
Una città pulita e ordinata, dove il traffico è ridotto al minimo indispensabile perché i servizi urbani sono impeccabili, e lo smog non esiste perché i pochi mezzi circolanti funzionano a idrogeno. Dove i parchi sono una parte importante dell’edilizia e i cani hanno dei bagni pubblici dedicati, così i padroni non dovranno ricordarsi di portare paletta e sacchetto.
E ancora, uffici pubblici dove gli impiegati sono gentili, disponibili. Ti spiegano come fare a riempire il modello MG32HJkradicequadratadiCOSENOx, e soprattutto dove il modello in questione è stato abolito anche se da pochi minuti. Uffici pubblici, quelli di prima, in cui gli utenti come me si comportano in modo civile rispettando la fila e magari facendo passare avanti una vecchietta perché tanto si tratta di aspettare solo pochi minuti in più. Utenti che rispettano il lavoro degli impiegati che a loro volta fanno lo stesso con chi sta dall’altra parte dello sportello.
E di più. Ospedali lindi con personale infermieristico preparato, senza file d’attesa di mesi, ma di un paio di giorni, quello che serve giusto per organizzarsi con il lavoro; con  apparecchi all’avanguardia e medici che possano fare il proprio lavoro senza lo spauracchio di soprusi da parte dei colleghi meno preparati, ma più raccomandati, o di denunce facili da parte di malati laureati in tuttologia che pretendono l’immortalità.


E poi un Consiglio Comunale, ma anche una Camera e un Senato, dove i politici, eletti per alzata di mano, si incontrano avendo a cuore solamente gli interessi di tutti, per cui anche i loro, ma con uno spirito collaborativo; dove non ci si dà contro solo perché dello schieramento opposto; dove ciò che conta è trovare l’idea migliore da qualunque testa venga per il profitto di una società e non dove si specula su vaghe promesse o con messaggi naturalisti solo per ottenere il voto e poi chi se ne frega.
La mafia è un ricordo lontano, addirittura confuso nelle cronache dei giornali con le società protezionistiche dei tempi in cui “la famiglia”era garante della giustizia sul territorio, e i sindacati di categoria che predicavano la libertà di sciopero, bastonando chi non aderiva.
La sera le strade sono illuminate e non c’è pericolo di essere aggrediti da giovani annoiati. Gli immigrati, e non solo loro, lavorano tutti e tutti ne hanno voglia, come hanno voglia di integrarsi con la nostra società.
Anche le chiese sono diverse. All’esterno non c’è più una croce o una mezzaluna o un altro simbolo distintivo di un credo, ma solo un cerchio a indicare il posto dove chi vuole può pregare il proprio dio, e dove tutti si abbracciano perché l’unica deità di cui ho sentito che potrebbe volere il male per chi è diverso da me è satana, sempre ammesso che dio esista e che si possa scaricare su di lui la responsabilità della bestialità che alberga nel nostro cervello preistorico.
No, non state sognando. l’ho fatto io. Ma a ben pensarci tutti noi sogniamo ogni volta che ci alziamo al mattino. Pensateci. Cominciamo la giornata quando ci alziamo e ci facciamo subito il nostro bel programmino. Non parlo di cose grandi, come progettare la casa che costruiremo appena la banca ci erogherà i soldi del mutuo, né immaginare nostro figlio di appena dodici anni laureato in ingegneria spaziale o in giurisprudenza con uno studio ben avviato. Certo questi progetti a lungo termine sono dei sogni che cercheremo di realizzare con il tempo e ce ne vorrà tanto, ma mi riferisco a cose più spicciole: cosa cucinerò a pranzo, le pratiche che devo sbrigare urgentemente al lavoro, dare un bacio alla mia compagnia, fare una carezza a mio figlio. Ogni pensiero che facciamo è un sogno finché non lo realizziamo per cui non perdiamoci dietro a grandi idee che, per carità sono pure importanti ed è un bene che ci siano, altrimenti ci fermeremmo tutti, ma se non rivolgiamo un sorriso a chi ci sta di fronte ora, potremmo non averne più il tempo.
Domani, quando mi alzerò, avrò ancora a sensazione di aver vissuto in un mondo fantastico, alieno. Domani, se mi sveglierò.

 

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