CITTÀ LIQUIDE

di Sara Sigona

 

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Rizoma incontra la professoressa Zaira Dato Toscano, autrice del libro: Frank O. Gehry per il Waterfront di lower Manhattan. Il progetto di modifica in una città sull’acqua.

Terra, Acqua, Città, Città liquide. Ecco i leit motiv del quarto appuntamento organizzato a Pozzallo dall’associazione Rizoma, sabato 29 marzo, all’interno della seconda sessione diIN[TRA] LIMITEM ovvero: “Luoghi: tra caratteri originari e mutamento. Da sempre protagonista della storia urbana, l’acqua sta ricaratterizzando l’evoluzione delle trasformazioni antropiche delle città che si relazionano ad essa, acquistando il ruolo di “osservatorio mobile”. Da qui la necessità per RIZOMA, osservatorio contemporaneo, di proporre alcune “riflessioni” sul tema del rapporto fra città e acqua. L’interesse nasce dal fatto che le città toccate dall’acqua si sono sviluppate in relazione con essa e con caratteri specifici che la stessa presenza ha assunto (mare, estuario, lago, fiume). Sul significato di queste trasformazioni prezioso è stato l’incontro con la professoressa Zaira Dato Toscano, che,dopo aver effettuato diversi studi sulle città del Mediterraneo, si è resa autrice del libro Frank O. Gehry per il waterfront di Lower Manhattan, un progetto di modifica in una città sull’acqua, New York.

Il libro, che rappresenta un percorso verso nuove ipotesi di tematica urbana, ha il senso – come sottolineato dalla professoressa Dato Toscano, architetto e professore associato presso la Facoltà di Architettura di Siracusa - di un interrogarsi a partire dall’acqua ed in particolare sul come sia possibile andare alla ricerca dell’identità di una città a partire da un dettaglio. Se la città viene assunta come opera d’arte indagata attraverso un progetto architettonico e urbano, il senso di ogni intervento che ne modifica una parte, va pensato ed interpretato in primo luogo attraverso l’illustrazione analitica di quel sistema di relazione che caratterizza il processo inarrestabile dell’identità urbana.


La professoressa Zaira Dato Toscano

Il libro, infatti, è diventato il diario di una scoperta, Manhattan, che rappresenta il vivere attuale ossessionato dal suo continuo tendere al movimento: un cantiere continuo in cui si sostituisce un grattacielo ad un altro. Un’identità in progress attorno a cui si snoda la storia, ancora inedita, di un progetto non realizzato, la narrazione di un processo in cui il progettista rintraccia un modo plausibile di narrare l’idea che la città ha di se stessa, nonostante le continue modificazioni. In questo senso il lavoro della professoressa Zaira Dato Toscano invita a provarea leggere più che l’architettura del nuovo Guggenheim quanto e in quale modo la città sia entrata e sia stata rappresentata nel progetto. Le Nuvole di Gehry (questo il titolo del progetto) - ribadisce ancora l’autrice - si propone come l’ottava meraviglia del mondo per dar corpo al mito che la città ha di se stessa. Meraviglia, smarrimento, fascino, seduzione, brivido sono cifre connotative dell’immagine con cui la città si propone all’osservatore e sono certamente categorie attinenti ad altre forme d’arte più che all’architettura. Gehry rimanda di continuo ad esperienze artistiche contemporanee e storiche, ad esempio il sistema “dassault”, programma per la progettazione aeronautica prodotta dalla ditta francese Dassault, gli consente di rappresentare e di rendere realizzabili le sue forme indeterminate che evocano pieghe di tessuti appesi, come panneggi gonfiati da correnti interne fino a sventolare.Forme indeterminate quasi che Gehry della forma ne avesse smarrito il senso.


Un frame del video Aguas Del Rio De La Plata, di Gabriella Alonso

L’argomento città di Manhattan ha rappresentato, per la studiosa, un pretesto per affrontare e comprendere il waterfront di Gehry per il nuovo Guggenheim e per consentire all’ing. Gianluca Blandino, presidente di Rizoma, di proporre con “Città liquide tra a-topie ed u-topie” delle riflessioni sul perché e sul cosa delle città d’acqua, tenendo conto che l’acqua che trasforma e modifica, esalta i luoghi della città, strutturando i suoi assetti urbanistici, in una combinazione di natura ed artificio, che è tra le massime espressioni della civiltà umana. Altri approfondimenti di questa sessione tematica sono stati il video Aguas Del Rio De La Plata, di Gabriella Alonso, docente presso l’Università di Buenos Aires (IUNA), presentato nel Luglio del 2007 a Ispica in occasione di Zagara e Rais, incontri Arabo Mediterranei e proposto per l’occasione dall’l’Associazione culturale l’Arco e la Fonte di Siracusa;ed ancora nel foirer della saletta del cinema un interessante compendio di documenti iconici che guardano al futuro delle città sull’acqua, gentilmente concessi dall’Associazione Città d’Acqua di Venezia.

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