DAVIDE VAN DE SFROOS
Datch Forum, Assago

di Salvatore Scribano

 

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Il Datch Forum è espugnato! Questa frase era la più gettonata all'inizio del concerto di Davide Van De Sfroos. …Già perché molti dubitavano che fosse riuscito a riempire tutti e 13.000 i posti del Forum. L'ha fatto! E alla grande anche, con gente rimasta fuori dal palazzetto. Che soddisfazione per Van De Sfroos, che a metà dell'esibizione ringrazia così il suo pubblico: Eravamo quelli delle piazze, delle notti bianche, delle feste di paese, ora riempiamo i palazzetti. Grazie, grazie!

La vicenda di Van De Sfroos mi ricorda quella di tanti gruppi americani, che con il passa parola, forti del legame con i fan, sono riusciti a bypassare la pubblicità sui media, le apparizioni in tv, che comportano quasi sempre un prezzo: la rinuncia alla propria musica e l'assogettamento a stili musicali commerciali. Quanto sia viscerale il legame tra Van De Sfroos e la sua tifoseria lo dimostrano i tanti striscioni e cartelli dei fanclub. A metà concerto l'artista comasco comincia a nominare ad uno ad uno i paesi del lago di Como: Mezzegra, di cui è originario; Menaggio, Bellano, Lezzeno e così di seguito; poi le provincie, Bergamo, Como, Lecco. Ad ogni luogo, inneggiato, una parte di pubblico esultava e s'alzava in piedi.

Passa anche alle regioni: …Lombardia, Emilia, Liguria. Ad un certo punto penso giunga a nominare anche la Sicilia (Che faccio in quel caso? Esulto, oppure no?). …No, non è arrivato a nominare la Sicilia, non poteva immaginare che qualcuno fosse venuto da così lontano (io d'altra parte ero lì perché lavoro a Como). Se l'avesse nominata, comunque, sarei stato zitto, avrei fatto finta di niente. Per il momento non tira una grande aria per noi meridionali al nord; è triste dirlo, ma è così!

Il concerto è tutto incentrato, neanche a dirlo, sull'ultimo cd, Pica!, forse il lavoro di maggior successo ad oggi di Davide Van De Sfroos, arrivato sino al quarto posto delle classifiche dei long playing. Pica! è un album molto american oriented: a parte l'esplicito omaggio a New Orleans, con i suoi giri di chitarra ispirati proprio alla città del delta, molteplici sono gli elementi che riportano alla musica d'oltre oceano: l'impronta country di molte canzoni; gli strumenti (la fisarmonica dagli stilemi zydeco, il violino dal piglio cajun); gli arrangiamenti.

La sensazione, però, non è che l'artista italiano copi i colleghi americani, ma che rielabori in base al proprio vissuto, ai propri luoghi la musica del grande continente. Ascoltando le canzoni di Pica!, viene d'immaginarsi una corriera del pony express scorrazzare all'impazzata, ma non sulle impolverate piste delle praterie americane, bensì sulle sponde del lago — il lago di Como — con l'acqua, insidiosa, da un lato e i costoni dei monti, attorno, dall'altro. Davide riesce in un miracolo, in qualcosa che a prima vista può sembrare contraddittorio — la musica di un luogo per rappresentarne un altro — , che alla fine però risulta più che mai originale e legato profondamente ai suoi mondi di pescatori.

Il cd prende il nome dal ritornello di una delle canzoni più belle dell'album, il Minatore di Frontale, ispirata proprio ai minatori della località della Valtellina. Van De Sfroos ha scritto il pezzo dopo esser salito con loro in miniera ed aver vissuto la fatica, i rischi, la solitudine della miniera. Alcuni minatori erano addirittura con lui sul palco. Al grido di Pica! (piccona!) un mare di braccia si alzavano al cielo, come se non fossero di nessuno in particolare, non rispondessero più alle singole persone; si alzavano e si riabbassavano, per poi rialzarsi… Era uno spettacolo!

Vi sono stati altri momenti eccezionali del concerto: il ritmo de El Puunt, che sembra seguire le movenze della luserta equilibrista , protagonista del ritornello; l'andare altalenante de Lo Sciamano, che suona tanto di filastrocca; le pause liriche di 40 Pass, la storia di tre uomini che lasciano il lago per approdare a Milano, in cui tutto è più difficile e complicato; …del Cavaliere senza Morte, ispirato ad un cavaliere crociato, o chissà ad un moderno viveur, che ha provato tutto e non sa come sfuggire alla noia.

Insomma davvero un bel concerto: due ore e mezza di musica, suonata con il cuore, senza mai star lì a guardare l'orologio, quasi un minuto di esibizione in più fosse un togliersi una costola o chissà quale sacrificio! Il Datch Froum è stato per Van De Sfroos la consacrazione al grande pubblico. …Lui, del resto, è uno che Pica!

 

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