BISOGNO SOGNO

di Daniele Colombo

 

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Funzione del sonno e dei sogni
      
Dormire è uno dei bisogni fondamentali dell'essere umano. Un neonato di 6 settimane dorme circa 16 ore al giorno. Mano a mano che cresce il numero di ore dedicato al sonno diminuisce fino ad arrivare in età giovanile, tra i 16 e i 20 anni, alle otto ore al giorno. Negli anziani la quantità di ore di sonno giornaliere diminuisce ulteriormente. Da alcuni studi effettuati si evince che gli umani non possono non dormire. Una persona privata del sonno per alcuni giorni, appena ha la possibilità di farlo, si addormenta ed in particolare il cervello va nella fase del  sonno R.E.M (Rapid eyes moviments).
Dormire permette all'organismo di recuperare le energie consumate durante la giornata, attraverso la riduzione del metabolismo stesso dell'organismo; inoltre permette allo stesso di allentare e scaricare le tensioni muscolari e scheletriche, grazie all'allentamento dei meccanismi di controllo da parte del sistema nervoso centrale. Ed ancora dormire permette di sognare. Sogniamo durante la fase Rem del sonno. Se una persona che dorme viene artificialmente privata del sonno rem essa, appena è lasciata libera di riaddormentarsi, va subito nella fase rem iniziando a sognare, saltando le altre due fasi del sonno.


Salomé di Gustave Moreau


Esistono tre tipi di sonno, classificati a secondo della frequenza delle onde cerebrali: sonno REM o paradossale con un ritmo cerebrale alfa caratterizzato da una frequenza delle onde cerebrali compresa tra gli 8 e 13 hz e un'ampiezza che varia tra i 50 e i 100 microvolts: in questa fase l'attività cerebrale è molto simile allo stato di veglia in cui abbiamo una frequenza tra i 13 e i 18 hz, ed è presenta una intensa attività degli occhi che, anche se chiusi, seguono le immagini prodotte dai sogni che avvengono in essa; sonno normale caratterizzato da un ritmo theta con una frequenza tra i 4 e i 7 hz  e una ampiezza intorno ai 100 microvolts; sonno  profondo caratterizzato da un ritmo delta con una frequenza tra i 0,5 e i 3 hz e una ampiezza superiore a 100 microvolts. Le tre modalità di sonno sono intercorrelate tra di loro intercalandosi tutte e tre per una durata di circa 100 minuti. in tal modo in una notte di circa otto ore di sonno le diverse modalità di sonno si succedono l'una all'altra per almeno 4/5 volte. Nella prima fase della notte prevale nel ciclo dei 100 minuti il sonno profondo mentre il sonno rem ha poca durata, mano a mano che si avanza nella notte la durata del sonno profondo diminuisce ed aumenta quella del sonno rem.
Da ciò si evince che ogni notte facciamo almeno 4/5 sogni, e spesso anche di più. Non sempre li ricordiamo tutti, può accadere anche di non ricordarne affatto, ma essi ci sono stati ugualmente.
Ma a cosa serve sognare? Il sogno ha una funzione fondamentale: quello di rigenerare l’organismo e il nostro cervello perché attraverso il sogno noi scarichiamo le tensioni fisiche e psicologiche accumulate durante il giorno. L’essere umano, durante lo stato di veglia, mette in atto meccanismi di controllo sui propri vissuti, emozioni,  sensazioni, meccanismi più o meno forti e rigidi. Tanto più è rigido il nostro controllo tanto maggiori sono le  tensioni che si vengono a creare dentro di noi. Si tratta di tensioni che generano dolori, ansie e paure. La sera quando ci addormentiamo il cervello si può riposare, il controllo si allenta; nella fase theta il controllo è quasi nullo: l’organismo si rilassa fisicamente, si sciolgono le tensioni muscolo-sheletriche e dopo, attraverso i sogni, nella fase rem, possono  uscire fuori i temi emozionali non elaborati durante la giornata. Attraverso il sogno, il nostro cervello,  può scaricare tutte le tensioni accumulate durante la giornata e, sempre attraverso  il sogno, può provare a cercare una soluzione, un’elaborazione alle stesse: il sogno diventa allora un tentativo di “autocura” che il nostro cervello mette in atto per chiudere le gestalt aperte e rimaste tali relative alle esperienze vissute durante il giorno. Cerchiamo, cioè attraverso i sogni  di dare un senso a ciò cui non siamo riusciti a  dare  significato durante il giorno.  I sogni sono messaggi che il nostro “inconscio” manda alla nostra parte cosciente. Freud diceva che il sogno è la via regia per arrivare all’inconscio. Esso è un messaggio esistenziale che l’organismo manda alla nostra parte cosciente per attenzionarla sui temi emozionali rimasti aperti durante il giorno.
Da un punto di vista evolutivo un neonato quando nasce dorme molto e sogna continuamente. Quando nasce egli non è dotato di strutture per l'apprendimento ma di metastrutture per apprendere ad apprendere: a questo servono i sogni per un neonato. Nel sogno egli elabora le sensazioni che vive nella veglia. Tutte le sensazioni che sperimenta attraverso la pelle, gli occhi, ecc. attraverso i sogni li rielabora e li fa diventare apprendimento. Per questo i bambini hanno bisogno di dormire tanto. Ma come fa a sognare? Usa immagini, metafore. Il sogno si struttura in metafora. Questa caratteristica rimane sempre, e, a mano a mano che cresciamo, aggiungiamo la struttura linguistica. Da adulti continuiamo a utilizzare la metafora del nostro essere stati neonati, nella rappresentazione del sogno: i sogni necessitano quindi  di essere letti in tutte le loro parti.
  Nei sogni il cervello proietta i vissuti sperimentati durante il giorno creando l’immagine che viviamo nel sogno. In tal modo viene costruita una gestalt in cui ogni singola parte altro non è che una proiezione di una parte della persona che sta sognando. Ogni parte del sogno nei personaggi, nei luoghi, negli oggetti del sogno sono parti di noi proiettate. Ad esempio se ho sognato di salire con una scala sul tetto della casa e mentre salgo cado giù, io, la scala, il tetto, la casa ed ogni altra parte del sogno rappresenta una parte di me stesso. A partire da questo assunto è facile comprendere che il lavoro sui sogni, da un punto di vista terapeutico,  consiste nel far riappropriare la persona di tutte le parti proiettate nel sogno, facendogli rappresentare le diverse parti del  sogno,  o le principali.
Non ricordare i sogni è un modo per non entrare in contatto profondo con noi stessi: è una retroflessione, tornare indietro, rispetto ad un contatto profondo con noi stessi. In tal caso è possibile far “immaginare” alla persona cosa potrebbe aver sognato quella notte.  Per entrare più in contatto col sogno può essere importante raccontarlo al presente facendogli aggiungere il maggior numero di dettagli possibile.
All'interno di un processo di cura  un sogno non è solo una proiezione di parti di noi ma anche un messaggio relazionale alla persona che si sta prendendo cura di noi; per esempio la figlia che racconta al padre di aver sognato di aver fatto la spia sulla sorellina ad uno zio, chiaramente sta mandando un messaggio al padre “dicendogli” che teme di poter essere scoperta da lui in qualche cosa che lei ha fatto. In tal caso è importante che il padre risponda a tale messaggio dicendo magari “c'è forse qualcosa che vorresti dirmi ed hai un po' di timore a farlo?”. Oppure se un cliente dice al proprio terapeuta: “ho sognato di tradire mio marito” il terapeuta può chiedere: “quando io ti ho tradita?”.
Il discorso sui sogni sarebbe ancora lungo ed articolato in quanto dovremmo soffermarci a parlare dei sogni premonitori (esistono? cosa sono? che significato hanno?), dei sogni ad occhi aperti, dei sogni guidati, dei dejavu, e di tanti altri argomenti correlati al tema “sonno e sogno” (non dimentichiamo tutte le paure legate ai sogni, gli incubi, le insonnie, il sonnanbulismo, ecc); dovremmo addentrarci ulteriormente sui diversi stati delle onde cerebrali (come e quando è possibile indurre stati con onde alfa nello stato di veglia, perchè alcune persone durante lo stato di veglia improvvisamente producono stati theta o delta addormentandosi improvvisamente, ecc) e dovremmo anche parlare di tutte quelle teorie che sostengono che i sogni sono dei modi per accedere all'aldilà, o di quelle teorie che sostengono che nei sogni viviamo una vita parallela, o che attraverso i sogni possiamo compiere dei viaggi “astrali”. Non abbiamo qui “il tempo” necessario per fare tutto ciò e ai lettori rimando tali argomenti ad altre occasioni. Sicuramente è importante ribadire che una delle funzioni fondamentali del dormire è quella di permettere all'essere umano di sognare, in quanto attraverso i sogni, con qualunque accezione li intendiamo, l'essere umano si rigenera, si scarica e si ricarica di energia, elabora vissuti, esperienze, costruisce un ponte tra “l'esserci” dello stato di veglia e il “non esserci” dello stato di sonno. Alcuni autori ritengono che una lunga deprivazione del sonno REM e quindi della possibilità di sognare potrebbe portare una persona anche a morire!

  

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