L'AMPELODESMO
di Aldo Adamo

L'ampelodesmo o ddisa
C’è chi dice che il lavoro cosiddetto “mentale” stanchi più del lavoro fisico. Forse sarà vero ma sicuramente non è consigliabile dirlo a chi sta lavorando manualmente: potrebbe reagire fisicamente.
Quando penso al lavoro mi sovviene subito l’immagine del contadino che miete il grano, il contadino di 30 – 40 anni fa, chino sotto il sole arroventato di Sicilia, con cappello, grembiule e con strani proteggi-dita realizzati con ditali di canna chiamati “canneddi”. Un’immagine che fa capire a chiunque cosa significhi la parola lavoro e spiega chiaramente come il lavoro mentale non può sfiancare mai come il lavoro manuale.
Tra i tanti compiti del contadino siciliano ce n’era uno davvero particolare, ormai scomparso come tanti usi e tradizioni che si stanno dileguando dal nostro patrimonio immateriale: “fari a liama”, cioè a dire realizzare una corda con delle fibre vegetali, corda dai mille utilizzi tra i quali anche legare il covone del grano appena mietuto. Le fibre vegetali adoperate altro non erano che le foglie dell’Ampelodesmo, foglie lunghe fino ad un metro e larghe circa 6-7 millimetri, che venivano sapientemente intrecciate ed essiccate. La pianta, nota in dialetto come “ddisa”, è un’erbacea mediterranea, proveniente dall’Africa Settentrionale. Appartiene alla famiglia delle graminacee e il suo nome scientifico è Ampelodesmos Mauritanicus. Molto probabilmente il significato del termine proviene dal Greco antico dove ampelos sta per vite e desmos per legame (un altro impiego della “liama”) . Sotto il profilo colturale è una pianta che non ha bisogno di nessuna attenzione particolare, tant’è che la troverete passeggiando nelle nostre campagne, nei luoghi più incolti e meno trafficati; addirittura è la prima pianta a rinascere dopo un incendio perché le sue radici non muoiono con il fuoco. Attenti a non toccare le foglie perché sono taglienti come la lama affilata di un coltello. Ne sanno qualcosa quei contadini di cui parlavamo all’inizio, con le mani callose ma sempre troppo tenere per la “ddisa”, sfiniti dopo una dura giornata di lavoro, sfiniti ma non stressati come la maggior parte dei lavoratori “mentali” dei nostri tempi.
Consigli del mese
Nel Prato: semina anche nelle zone collinari; prima concimazione primaverile se non è stata fatta nel mese di Febbraio; c’è ancora tempo per l'aerazione: per quella meccanica bisogna prenotarsi; se il caso si possono eseguire carotature, rullature, colmature degli avvallamenti, trasemine e rigenerazioni: richiedeteci il planning professionale o consultate le nostre news direttamente nel sito.
Nel giardino: sono già arrivati i bulbi a fioritura estiva (dalie, lilium, begonie, gladioli, tuberose, etc.); seminare l'agerato, le cactacee, il garofano, la petunia, il pisello odoroso, il tagete; iniziate il trapianto delle annuali da fiore.
Le piante da interno e i bonsai: continuare la concimazione, i rinvasi o il rinnovo dei primi 2-3 centimetri di terriccio e occhio ai parassiti; preventivamente si può usare un insetticida generale.
Nell’orto: seminare il basilico, la bieta, il cavolo di Bruxelles, la cicoria, la cima di rapa, l’indivia, la lattuga 4 stagioni, il lattughino da taglio, la melanzana, il peperone, il pomodoro, il prezzemolo, il ravanello, la rucola, il sedano, lo spinacio, la valeriana, la zucca, lo zucchino.
… e se volete saperne di più potete sempre telefonarmi al 348.0180141