INTERVISTA A “CARTELLONE”

di Sara Sigona

 

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Incontro con Lillo Contino e Giovanni Spadola

Incontriamo a conclusione della serata organizzata da Rizoma, Lillo Contino, presidente di “Cartellone” nonché regista del video Land Face, e Giovanni Spadola, direttore artistico della società.

Cos’è e come nasce Cartellone?
L. Contino: “Cartellone” nasce a Modica. L’idea è far confluire in un intento comune l’esperienza e le professionalità teatrali e non solo che provengono dai singoli individui che la compongono. “Cartellone” nasce anche nell’omonimo quartiere ebraico di Modica che “guarda” la città  ed è pieno di scale ripide. “Cartellone” è  diventata società cooperativa  nel 2005 e si occupa di produzione, ricerca e formazione nel campo del teatro e dello spettacolo.

A chi è destinato il vostro lavoro?
G. Spadola: È principalmente rivolto ai giovani e alle nuove realtà emergenti. “Cartellone” collabora attivamente  con Enti e Associazioni per promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani nella vita culturale del nostro territorio. Con il progetto Regionale  “Tessuto Inclusivo”, legato al Piano di Zona del distretto Socio Sanitario,  la Coop. “Cartellone” è concentrata su laboratori teatrali gratuiti aperti nelle città di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo. Il progetto durerà fino al dicembre 2009 ed è il miglior modo per far avvicinare i giovani attraverso un processo partecipativo al mondo e al metodo teatrale e artistico.

Quale impatto territoriale hanno le vostre proposte?
L. Contino: È veramente difficile dirlo. Per “impatto territoriale” dovremmo presupporre un territorio definito come quello ambientale o architettonico. La realtà sociale e a volte culturale, in Provincia come in una grande città, ha affidato i propri criteri di giudizi estetici ai presupposti televisivi imposti. La difficoltà  sta nel riportare all’origine l’energia di un’idea. Il principio che guida le nostre proposte si misura con le nostre sensibilità personali e a volte è difficile avere un immediato riscontro oggettivo di un’iniziativa o di un progetto. Fortunatamente abbiamo all’attivo una numerosa lista di produzioni che nel tempo ci ha permesso di comprendere le “aspettative” del pubblico e le potenzialità della Compagnia in un vicendevole scambio di riflessioni.

Per i partecipanti alle vostre attività esiste un collegamento tra i contenuti da voi proposti e il mondo del lavoro?
G. Spadola: Il lavoro comporta l’affinamento e l’affidamento ad un metodo di lavoro. La partecipazione ad un’attività teatrale presuppone sia la condivisione di un “contenuto” comune che il modo di lavorare insieme. Guardare dall’interno uno spettacolo e farne parte rappresenta uno strato del lavoro in sé.


Durante la serata organizzata da Rizoma abbiamo avuto il piacere di assistere a Land Face, una vostra produzione. Di cosa si tratta?
L. Contino: Land Face è un video del 2003 girato in Sicilia. È composto da quattro filmati. Ogni filmato è una riflessione estetica sulla vicinanza tra la terra e il volto umano.  È stato realizzato come  esperimento per un progetto d’istallazione e promette d’indagare se sussistono nel paesaggio tracce dell’accidentale conformazione di un volto umano o dell’espressione umana. L’intento è accorpare in un’unica visione il risultato della “sensazione” e del “sensazionale”. I volti, ripresi in una singola seduta di registrazione, rappresentano il modello su cui trovare l’accordo tra Uomo e Natura. Ogni volto è lasciato libero di esprimersi attraverso  le  espressioni naturali proprie ed è liberamente associato ad un luogo che ne riassume  i contorni ed il “contesto”. Interessante pure la traccia sonora che è il risultato di una sessione d’improvvisazione di Peppe Scucces.
Land Face ha dato vita ad un perfetto connubio tra immagine, suono e parola. Quali le ragioni che hanno determinato la necessità  di accompagnare al video la lettura della poesia Un canto della terra che gira di Whitman ?                                  
G. Spadola: Abbiamo pensato di accostare la poesia al volto e al paesaggio. La poesia è forma della mente. Cito volentieri dei versi di Holderlin: “degno di merito/poeticamente abita/l’uomo su questa terra”. Fiduciosinel valore che ha ancora la poesia in questo mondo, la scelta del canto di Whitman altro non è che l’anima di uno sguardo all’anima di questo mondo.

 

Le foto sono di Maria Vittoria Trovato e sono tratte dallo spettacolo I giganti della montagna  di L. Pirandello (tutti i diritti sono riservati).

 

Per approfondimenti:  www.cartellone.wordpress.com

 

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