LUOGHI: TRA CARATTERI ORIGINARI E MUTAMENTO

di Sara Sigona

 

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Rizoma ospita il prof. Carlo Truppi, autore de L’Anima dei Luoghi e Nei Luoghi dell’Anima

Con il terzo appuntamento tenutosi a Pozzallo il 23 febbraio scorso, all’interno della rassegna INTRA LIMITEM, Rizoma, osservatorio contemporaneo, apre un nuovo capitolo: Luoghi: tra caratteri originari e mutamento. Come afferma Gianluca Blandino, presidente dell’associazione, l’idea “nasce dall’esigenza di riaprire il passato in direzione dell’avvenire attraverso un lavoro di ricerca che investe le origini dei paradigmi interpretativi e dei modi con cui è variato il nostro rapportarci alla località. “È su questo desiderio che Rizoma ha ospitato il prof. Carlo Truppi, ordinario di Cultura Tecnologica della progettazione presso la facoltà di Architettura di Siracusa, che da anni ha avviato una ricerca volta a rintracciare altri paradigmi che possano orientano l’abitare. In questa analisi lo stesso si è spinto ad affrontare la questione assai complessa del rapporto tra l’anima e i suoi luoghi, e lo ha fatto, come lui stesso dice, altrove; un altrove, in cui l’architettura incontra la psicologia e il cinema, creando una terra di connessioni particolari e riferimenti necessari.


Al centro il prof. Carlo Truppi

Qui - dice ancora il prof. Truppi - ho incontrato amici che mi hanno aiutato a vedere di più”: il famoso analista junghiano James Hillman e il noto regista tedesco Wim Wenders. Da questo incontro- confronto sono nate due pubblicazioni, presentate durante la serata in questione: L’Anima dei Luoghi, in cui Truppi conversa sotto forma di dialogo con James Hillman, e nei Luoghi dell’Anima, nata da un’intervista a Wim Wenders. In realtà “ le due opere sono – come sottolinea la prof.ssa Lucia Trombadore, che ha ne curato la recensione per Rizoma - un unico speculum attraverso cui arrivare ad una sigizia, cioè ad un’unione tra due posizioni contrapposte tese a scoprire ciò che ancora nascosto e che solo l’intuito fa presagire. In entrambi i casi l’obiettivo riguarda il superamento della figura eroica del progettista a favore di quella di un professionista che sia capace di attivare relazioni integrate operando nelle zone di confine”. Zone di frontiera generate dai sentieri diversi e intrecciati in cui l’architetto, lo psicologo e il regista vanno alla ricerca di idee e di significati trasversali ai propri ambiti di interesse. Ne viene fuori un accorato invito a riscoprire la bellezza, per coglierne la natura segreta dei luoghi che vive insieme all’anima del mondo e un appello a risvegliarsi dall’anestesia e dall’incapacità di provare sensazioni che avvolge la nostra cultura, riscoprendo quella concezione animistica, pagana, secondo la quale tutto è vivo, tutto ci parla. È un atto di fede nella bellezza che sola può restituire un senso all’architettura, al paesaggio, alle città e alla nostra stessa vita.
Durante la serata, Rizoma ha offerto una mappa capace di innumerevoli direzioni, ognuna delle quali percorsa insieme ad altri amici, che danno vita ad altre realtà: la cooperativa “Cartellone” di Modica che ha aperto l’appuntamento con Land Face: un suggestivo colloquio tra immagine, parola e suono. L’immagine un video che indaga, attraverso la vicinanza tra la terra e il volto umano, la possibilità di trovare un accordo tra Uomo e Natura. Il tutto sui versi di Whitman letti sapientemente dall’attrice teatrale Simonetta Cartia.


  Un frame del video Land Face


Infine altro contributo l’intervista- confronto tra gli artisti Franco Rinzivillo e Michele Ciacciofera, che rileggendosi all’interno, reinterpretano opere ed interventi che con abile “decostruzione” segnano percezioni di spazi e luoghi in continuo divenire.


Gli artisti Franco Rinzivillo e Michele Ciacciofera

 

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