VOCI DALL'ALTRA ISOLA DEL MEDITERRANEO
Un trio tutto femminile che ha reinventato la tradizione dei Tenores sardi
Il 24 marzo l'associazione The Enterteiner presso i locali di Palazzo Grimaldi ha proposto, al pubblico modicano e non un concerto molto coinvolgente e solare: dall'altra grande isola d'Italia, la Sardegna, Le Balentes hanno riproposto canti tradizionali e arrangiamenti in sardo di brani famosi della musica leggera, alternando poesia ed allegria in un mix piacevole e intrigante.

Le Balentes sono Stefania Liori, Giuliana Lostia di Santa Sofia ed Elisabetta Delogu, tre vocalist che vengono da esperienze diverse e suonano insieme dagli anni novanta, quando facevano le vocalist per Piero Marras, per poi fondare il gruppo nel 1997; gruppo che ha al suo attivo due CD, Balentes e Cantano..., e incontri autorevoli con il meglio della musica sarda e italica. Sicuramente è stato per loro fondamentale incontrare la Banda Osiris, su Caterpillar Radio2, e l'opportunità di farsi conoscere che diede loro Fiorello sul suo programma radiofonico VivaRadio2.
Brave le Balentes ad esprimere la gioia del canto e l'entusiasmo per le loro tradizioni isolane, con Stefania Liori che presentava i brani e ha raccontato come è nato il nome del loro gruppo. Balentes erano in Sardegna i ladri di pecore e poi tradizionalmente gli uomini valenti: la scelta di un trio femminile che si rifà al Canto a Tenore, uno stile di canto a quattro voci tipicamente maschile, classificato dall'UNESCO tra i capolavori del Patrimonio intangibile dell'Umanità (ricordate i Tenores di Bitti?), e dalle origini che si perdono nell'era romana o addirittura in quella nuragica, era una scelta così coraggiosa che solo tre valenti ragazze potevano avere il coraggio di sfidare una tradizione così consolidata nell'Isola.

Le Balentes hanno proposto brani tradizionali del canto a tenores, accompagnati da Pino Montalbano alla chitarra e Pier Paolo Lieri al basso, cominciando da Nara chi nara, Cantano e Billalla Bom; poi è stata la volta di Aiò a pappai, un canto cahe racconta la ricetta di un piccante sugo campidanese, e della tradizionale Dighiridella. Dopo una Ave Maria in lingua sarda e Pobiddu meu, i pettegolezzi di tre filatrici, No potho reposare, il pezzo più romantico del repertorio tradizionale, e ancora tanta ironia con Cannacca macca, una loro composizione dai toni allegri dal messaggio anti-razzista. Un merito delle Balentes è quello di ironizzare con se stesse e la loro musica; così propongono la splendida canzone di Patti Pravo, La bambola, in una versione a cappella assolutamente disarmante, scardinando il brano e rendendolo quasi irriconoscibile.
Non poteva mancare nel concerto un tributo a De Andrè, con Vola la carta, e ad Andrea Parodi, con la famosa Spunta la luna dal monte, portata a Sanremo dai Tazenda insieme a Pierangelo Bertoli.
Giovanni Spadola e Simonetta Cartia
Il concerto è stato frammezzato tra brevi interventi letterari selezionati e interpretati da Giovanni Spadola e Simonetta Cartia, brani tratti da Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Cenere di Grazia Deledda e Sardegna tra emigrazione lingua e tradizione di Giuseppe Dessì, piccole pennellate al quadro della grande tradizione letteraria e artistica sarda.
Dopo il concerto Operaincerta ha incontrato le Balentes per una breve chiaccherata. Le tre vocalist erano veramente stanche, reduci da un mini tour in giro per l'Italia e di cui Modica era l'ultima tappa.
Operaincerta: Complimenti per la freschezza del vostro canto e l'entusiasmo che ci avete trasmesso. Ci avete veramente divertito.
Stefania Liori: Grazie. Per noi è stato veramente un piacere incontrare una realtà che non conoscevamo. È stato uno scambio molto interessante tra due realtà che non si frequentano molto. Forse noi isolani preferiamo andare comunque in Continente.
Operaincerta: Infatti anche per noi la Sardegna è un'isola che non frequentiamo molto... Ci ha molto stupiti la ricchezza del vostro patrimonio tradizionale. Ma cosa proponete con la vostra personale versione del canto a tenores?
Stefania Liori: Sicuramente vogliamo riproporre in maniera divertente canti delle nostre nonne. Come abbiamo detto durante il concerto, il canto a tenores è essenzialmente maschile e la nostra è una proposta nuova, allegra, che vuole anche prendersi un po' in giro.
Operaincerta: Avete parlato poco fa di De Andrè: lui ligure, ha abbracciato una nuova terra... voi avete un'altra regione o una terra promessa che avete in mente da conquistare o da vivere?
Stefania Liori: Per noi la Sardegna è veramente il massimo per le tradizioni, il canto, la letteratura. Siamo veramente molto orgogliosi della nostra terra.
Giuliana Lostia: Forse il Veneto: è una terra che ci ha sorpreso e dove vorremmo tornare presto. Ci siamo sentiti veramente ben accolte.
Il Pubblico interessato e attento delle Balentes
Operaincerta: Avete trasformato La Bambola in un canto a cappella! Che ne penserà Patti Pravo?
Elisabetta Delogu: Non ti è piaciuto? Per noi è molto divertente e stimolante cantare alla nostra maniera canzoni famose.
Stefania Liori: Visto che ci dicono che l'idea di esportare il dialetto in continente sembra un po' vecchio... D'altra parte cantare in italiano non ci va. Ecco trovata una soluzione nuova!
Operaincerta: Che ricordo avete di Andrea Parodi? Molti l'hanno salutato pochi mesi prima della sua morte, al concerto al Womad del 2006 insieme ad Al Di Meola...
Stefania Liori: È stato un caro amico. Siamo stati molto vicini sopratutto negli ultimi mesi della sua vita. E il nostro tributo a Spunta la luna dal monte vuole essere un affettuoso saluto.
Ci salutiamo con Le Balentes, dandoci appuntamento al prossimo festival di Cagliari, un festival non solo jazz, ma anche etnico, dove le Balentes sono di casa.