IL GIORNALE IN CLASSE

di Marinella Tumino

 

 

Leggere il quotidiano in classe aiuta a conseguire il possesso dinamico della lingua.

Ormai da qualche anno i “Progetti” sono diventati la linfa vitale della Scuola italiana.

Si parla di centinaia di migliaia di progetti di ogni genere, per tutti i gusti, per qualsiasi indirizzo o area.

Credo che il sistema scolastico doveva pur cambiare, ma un mutamento tale (la scuola dei progetti è davvero una scuola di qualità?) mi pare che abbia perso di vista l’obiettivo che essa si era prefisso ed io me ne rendo conto quando a scuola, magari in una quarta o quinta dell’istituto superiore di 2°grado, vedo ragazzi che ancora non sanno leggere o meglio faticano, inciampano nella lettura. Sembra strano, ma è proprio così!

Inoltre, molti sconoscono la correttezza grammaticale, utilizzano un lessico poverissimo e si esprimono con forme gergali di cui occorre spesso un’adeguata traduzione. Quindi alunni che non riescono a leggere, scrivere ed esprimersi correttamente, anche se poi hanno ben altre abilità e competenze, come, per esempio, l’uso accurato dei laboratori multimediali. A tal proposito mi torna in mente un libro di Paola Mastrocola, “La scuola raccontata al mio cane”, in cui una professoressa di Torino racconta di un allievo che, preso da improvvisa operosità, accetta di svolgere una ricerca sui poeti simbolisti francesi e si ripresenta in classe, dopo qualche giorno, con una decina di pagine scaricate da internet. L’insegnante, allora, si mostra perplessa e l’alunno con faccia ingenua dice: “Ma professoressa…le ho fatto la stampata!?”. Come per dire: “Ho cercato, ho trovato, ho stampato, cosa pretende?”.

Io personalmente non mi sono ancora fatta ammaliare dai “Progetti”, sebbene ammiri molto tutti quei colleghi che ne portano avanti a decine durante un anno scolastico. L’unico che, sicuramente, ha catturato da sempre il mio interesse e che, nel mio piccolo, ho cercato di realizzare è stato quello del “Quotidiano in classe”.

Provo sempre a ritagliare 1 o 2 delle mie 5 ore settimanali per classe alla lettura del giornale perché ritengo che essa possa servire per imparare a leggere e scrivere correttamente dunque per studiare la lingua, ma anche per imparare nozioni, per sviluppare le capacità critiche, per abituarsi al dibattito e al confronto, per partecipare alla vita sociale, per diventare cittadini.

Certo, molti dei ragazzi sono convinti che i giornali siano noiosi, quindi, spesso, cominciamo dalla lettura delle pagine sportive e da qui, oltre a svolgere l’esercizio di sintesi che li abitua ad una sorta di economia mentale, procediamo col dibattito ed il confronto; passiamo poi alle altre notizie cercando di coinvolgere il più possibile i ragazzi, abituandoli anche alla conoscenza della realtà, utilizzando anche le capacità critiche.

Questa è, a mio avviso, un’esperienza (di cui ho tracciato, ovviamente, solo gli elementi salienti) utile perché fertile campo di idee a disposizione della scuola, importante anche per la conquista delle capacità espressive e comunicative, nonché per la formazione dei futuri cittadini.