UNA BARCA NEL BOSCO
di Gina Massari
Paola Mastrocola: scrittrice-insegnante.
Gli scrittori-insegnanti, quando parlano di scuola, rappresentano una categoria a parte nell’universo degli inventori di storie. Sarà perché parlano di dinamiche ben conosciute, sarà perché la loro professione richiede acuto spirito di osservazione semplicemente perché il piacere di raccontare fa parte dell’essenza di insegnare.

Di questa nutrita schiera fa parte anche Paola Mastrocola, insegnante di lettere in un liceo scientifico torinese, autrice di “Una barca nel bosco”, lavoro che nel 2004 le ha fruttato il premio Campiello. Tra le pagine del libro le commoventi vicende di un giovane che insieme alla madre si trasferisce, da una piccola isola del sud, nella immensa Torino. L’arco di tempo descritto nel romanzo comprende gli anni della scuola di Gaspare Torrente, la sua adolescenza difficile e complessa ma ricca di emozioni e suggestioni. Tema che l’autrice dimostra di conoscere bene e raccontare con precisione e acume, analizzando la difficoltà di vivere la diversità in tutte le sue implicazioni.
Per Gaspare il problema da superare non è consueto perché non riguarda differenze tollerate o previste. Per lui, ragazzo del sud, figlio di pescatore, cresciuto in un’isola sperduta l’anomalia è essere eccellente. Infatti, un adolescente che da grande vuole fare il latinista, legge Verlaine e prova divertimento nel tradurre Orazio, mal si addice ai nostri tempi carichi di aspirazioni e desideri preconfezionati. È così che, di fronte ad un vero talento, anche la scuola sancisce il proprio fallimento, non riuscendo a comprendere e agevolare il percorso di chi potrebbe volare alto, favorendo piuttosto il dilagare della mediocrità. Il giovane Torrente, deluso da un sistema scolastico in cui aveva riposto tante speranze, viene considerato disadattato e inviato alle cure della psicologa dell’Istituto per fruire dell’Ora di Ascolto.
Soluzione apparentemente infallibile, oggigiorno, per ogni problematica. La specialista, anche lei ancorata alle proprie nozioni, non riesce a cogliere la complessità del ragazzo e si riterrà soddisfatta solo quando riuscirà a sentirsi dire da Tommaso che una Play Station è il desiderio da lui più ambito. Tristezza è malinconia, però, sono semplici contro altari dell’umorismo e della dolcezza che traspaiono dalle pagine di “Una barca nel bosco”. La penna della Mastrocola diventa divertente e sagace quando riesce ad intrufolarsi con precisione tra i ragazzi, a cogliere il loro modo di esprimersi attraverso un gergo che sembra un idioma, o un abbigliamento mai casuale che delinea l’appartenenza ad un branco. La storia continua a trasformarsi e ad emozionare anche quando narra i legami familiari intrisi di sentimenti contrastanti che si sviluppano tra figli e genitori, due mondi infarciti di ideali, sogni e sacrifici che di rado si sfiorano. Un libro delicato e profondo da leggere tutto d’un fiato e, soprattutto, un pensiero da regalare ai ragazzi che non si accontentano di essere gregari in una società sempre più omologata.