QUANTE VACANZE!
In Europa gli studenti vanno in vacanza in periodi molto diversi, ecco un quadro sintetico degli usi e costumi della pausa scolastica.
Il 18 settembre gli studenti e i professori tornano a scuola, e molti iniziano subito a guardare i calendari alla ricerca di possibili ponti e delle vacanze più vicine. Eppure non ci dovremmo lamentare: infatti gli studenti italiani detengono, insieme ai maltesi il primato del rientro più tardivo dalle vacanze estive.
La maggior parte dei paesi europei sceglie come data d'inizio della scuola il primo settembre, ma nella scelta della data influiscono le motivazioni meteorologiche e climatiche, così in molti paesi del nord, come la Danimarca, studenti e professori sono già al lavoro da metà agosto. Ma a vincere la palma di stakanovisti sono sicuramente gli studenti della Germania: infatti tornano ai banchi di scuola già il primo agosto, quando la maggior parte degli studenti europei non è ancora arrivata al giro di boa delle vacanze estive.
Eppure questa ricerca delle vacanze più prossime (che sono quelle di Natale), dopo circa tre mesi di scuola, dopo un tale intervallo di vacanze estive (in pratica gli studenti in Italia iniziano a non fare più niente ai primi di giugno, per cui hanno tre mesi e mezzo di pausa!) che può sembrare assurdo, è forse il segno di uno squilibrio del sistema. Infatti gli studenti italiani sono poi quelli che hanno meno vacanze durante l’anno, mentre in ben quattordici paesi europei le scuole chiudono per una settimana a cavallo tra ottobre e novembre, e si può dire che nella maggior parte dei casi gli studenti europei hanno la possibilità di staccare più frequentemente durante l’anno scolastico. In Francia gli studenti vanno in vacanza per due settimane nel periodo di Carnevale, mentre in altri paesi come la Germania la vacanza è di una settimana.
Sicuramente ogni sistema scolastico ha una sua logica interna e forse non ha molto senso paragonare un singolo aspetto, quello delle vacanze, che è comunque un aspetto secondario. Eppure. paragonando i periodi delle vacanze, viene il sospetto di una maggiore e migliore distribuzione delle vacanze durante l’anno negli altri paesi europei, mentre questo buco enorme di tre mesi e mezzo di vacanze in Italia forse è controproducente per la resa didattica degli studenti.
Di contro si può ribattere che sarebbe difficile immaginare degli studenti siciliani seduti ai banchi di scuola fino a fine giugno o fin dai primi giorni di settembre, in istituti scolastici che non conoscono cosa sia un isolamento termico e si trasformano spesso già da maggio in serre ad alta temperatura, dove diventa impossibile fare lezione.

Forse ci si potrebbe trasferire in spiaggia, con banchi fatti di sabbia e laboratori di applicazione tecnica stracolmi di castelli dai torrioni svettanti e dalle forme barocche! Per non parlare degli sport da spiaggia: una vera palestra naturale, forse migliore di quelle vere. Chissà, forse l’equilibrio psicologico dei professori italiani potrebbe anche beneficiare della presenza dello iodio del mare e si tornerebbe tutti in classe con maggior serenità. Chissà!?